È stato firmato nella mattina del 6 agosto, all’ARAN, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca relativo ai dirigenti e ai dirigenti scolastici per il triennio 2022‑2024. Con la sottoscrizione definitiva il contratto diventa pienamente operativo e le disposizioni contenute nel testo entrano in vigore dal giorno successivo (7/8/2026).
La firma conferma integralmente l’ipotesi siglata l’11 maggio scorso e introduce un incremento economico complessivo del 6%, con un aumento a regime pari a 320 euro lordi mensili comprensive delle anticipazioni. Gli arretrati variano a seconda della data di immissione in ruolo e dell’eventuale pensionamento, arrivando ad un massimo di circa 6000 euro lordi.
Dal 1° gennaio 2024 cresce anche la retribuzione di posizione parte fissa, che passa da 13.345,11 a 14.515,11 euro annui lordi. Contestualmente, il Fondo Unico Nazionale viene incrementato di 11 milioni di euro, con ulteriori risorse previste dal 2025.
Sul piano ordinamentale, il contratto interviene su diversi aspetti:
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- mobilità interregionale, con l’aumento dal 60% all’80% della quota dei posti destinabili ai trasferimenti;
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- ferie, con maggiore flessibilità nella fruizione in caso di impedimenti oggettivi;
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- disciplina, con l’estensione da 20 a 30 giorni del periodo utile per valutare la recidiva.
Tutto fermo ancora per le reggenze e la retribuzione di risultato 24/25 il cui CIN deve essere ancora sottoscritto.