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Ricerca: Primo incontro dello Snals-Confsal al MUR con la ministra Bernini

Lo Snals-Confsal ha chiesto di predisporre adeguati fondi di finanziamento ordinario per gli enti pubblici di ricerca, anche dando seguito alle previsioni dell'art.1 co.310 della legge di bilancio 2022

Facendo seguito alla nostra recente richiesta, si è svolto nella sede romana del MUR di via delle Mura Portuensi il primo incontro con la ministra, sen. Anna Maria Bernini, e con il suo staff (tra cui il Capo di Gabinetto, dott.ssa Marcella Panucci, e il Vice Capo Ufficio legislativo, dott. Piccirilli). Ha partecipato anche il Presidente dell’Aran, dott. Antonio Naddeo. Per le parti sociali la riunione ha registrato la presenza non solo delle OO.SS. di categoria, ma anche di alcune associazioni professionali e delle OO.SS. del comparto Funzioni Centrali, rappresentanti il personale del ministero.

Si è trattato pertanto di un iniziale contatto, che ha segnato l’avvio di relazioni sindacali improntate all’ascolto e alla volontà, espressa dalla Ministra, di approfondire le molteplici problematiche relative ai settori università, ricerca e afam, anche istituendo tavoli tematici, come suggerito proprio dalla nostra organizzazione sindacale.  

Su tutto l’incontro, tuttavia, ha aleggiato l’urgenza di introdurre misure a favore dei settori sopra indicati nel maxiemendamento del Governo che, nella giornata odierna segnerà la struttura definitiva della Legge di Bilancio.

Questa impostazione ha riguardato soprattutto gli enti pubblici di ricerca che, come già espresso in note precedenti, non hanno trovato nella bozza di ddl bilancio 2023 misure specifiche e risorse per il sistema.

La legge di bilancio 2022 aveva rappresentato una prima, seppure insufficiente, inversione di rotta rispetto ai tagli delle dotazioni finanziarie avvenuti per oltre un decennio. Lo Snals-Confsal ha chiesto, perciò, di predisporre adeguati fondi di finanziamento ordinario per gli enti pubblici di ricerca, anche dando seguito alle previsioni dell’art.1 co.310 della legge di bilancio 2022.

Il nostro sindacato ha posto l’attenzione sulla questione dell’attribuzione delle risorse per la valorizzazione professionale del personale, le cui ricadute sono decisive rispetto all’esito delle trattative per il rinnovo contrattuale. La legge di bilancio 2023 deve correggere, infatti, l’enorme problema originato nella precedente manovra: l’attribuzione di risorse dal 2022 per la valorizzazione professionale del personale (40 milioni per passaggio dal III al II livello di ricercatori e tecnologi, 20 milioni per sviluppo professionale di tecnici e amministrativi) è stata destinata al solo personale degli enti di ricerca vigilati dal MUR, mentre per la valorizzazione del personale degli enti vigilati dagli altri ministeri non è stata disposta alcuna risorsa (art.1 co.310). Questa sperequazione spezza in due un sistema che già soffre per la mancanza di una governance unitaria in grado di assicurare coordinamento nelle politiche e nei finanziamenti a tutti gli enti del sistema, attualmente vigilati da sette dicasteri diversi. Ma soprattutto rende difficilissime le trattative in corso per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Istruzione e Ricerca, nelle quali le OO.SS. sono costrette a negoziare percorsi di sviluppo di carriera applicabili nei fatti solo al personale degli enti vigilati dal MUR, cioè a circa la metà del personale del settore. Lo Snals-Confsal ha chiesto, pertanto, che nella legge di bilancio 2023 siano previste risorse specifiche per la valorizzazione del personale degli enti non vigilati dal MUR (40 milioni per ricercatori e tecnologi +20 milioni per tecnici e amministrativi). Si ricorda, a questo proposito, che un preciso impegno in tal senso è stato assunto nell’accordo politico del 10 novembre 2022, sottoscritto dal Ministro Valditara e dalle OO.SS. rappresentative per la firma della parte economica del CCNL (comma 8). Analogamente, la nostra sigla ha chiesto l’emanazione immediata dei decreti attuativi relativi alle cifre sopra indicate, destinate dalla scorsa legge di bilancio alla valorizzazione del personale degli enti vigilati dal MUR, che altrimenti andranno persi.

Su questi aspetti la ministra Bernini ha espresso il suo impegno a risolvere le questioni relative all’attribuzione dei fondi per il personale. Ha ribadito di aver chiesto ai titolari degli altri ministeri vigilanti anche nell’ultimo  Consiglio dei ministri di appostare le necessarie risorse e ha riferito del pressing svolto dal suo ufficio legislativo sulla Ragioneria generale dello stato per sbloccare la disponibilità dei 40 milioni della legge di bilancio 2022 per la valorizzazione del personale ricercatore e tecnologo.

Bernini non ha nascosto che il problema alla base della gestione dei fondi è quello della governance del sistema ed è suo intento consolidare l’identità del MUR, proprio per rafforzarne il ruolo all’interno del Consiglio dei ministri al fine di superare le criticità riscontrate in questi anni rispetto agli altri ministeri vigilanti.

Rispetto a misure generali di sostegno alla ricerca, Bernini ha ricordato che in legge di bilancio sono state appostate anche risorse per gli aumentati costi energetici a favore di atenei, istituzioni afam ed enti di ricerca. È comunque sua intenzione usufruire anche di altri dispositivi di legge per aumentare i finanziamenti alla ricerca e alle istituzioni afam.

Sempre relativamente ai temi contrattuali, abbiamo chiesto alla Ministra di intervenire sul tema dei contratti di ricerca istituiti dalla legge 79/2022, i cui importi andranno determinati in fase di rinnovo del CCNL. Essendo nota la resistenza delle amministrazioni a passare dall’assegno di ricerca al contratto di ricerca (istituto che tutela maggiormente il lavoratore, ma che ha costi maggiori) lo Snals-Confsal ha chiesto al ministero di intervenire con finanziamenti ad hoc per sostenere l’utilizzo dei contratti di ricerca, migliorando l’ingresso dei giovani nel mondo della ricerca.

La Ministra si è detta favorevole alla sostituzione, in prospettiva, degli assegni con i contratti di ricerca. Nel transitorio, in assenza ancora della definizione contrattuale dei contratti di ricerca, è necessario un provvedimento normativo per prorogare la possibilità di bandire nuovi assegni di ricerca oltre la data del 31 dicembre 2022.

Infine, Bernini ha manifestato l’intenzione di costituire una task force per agevolare la spesa sui fondi del PNRR.

Seguiremo attentamente i passi del ministero e valuteremo i molteplici impegni presi dalla Ministra in base ai risultati effettivamente raggiunti.

Scadenze di: marzo 2023