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Ricerca: Trattative per il rinnovo contrattuale. Prima riunione sull'ordinamento professionale

Lo SNALS ha osservato che l'ossatura del progetto presentata dall'ARAN deve essere definita e modellata attraverso il confronto al tavolo delle trattative. L'impressione iniziale, comunque, è che debba essere maggiormente salvaguardata la specificità del personale tecnico e amministrativo degli enti, che non può essere assimilato ad analogo personale operante in altri ambiti della PA

Si è svolta oggi la prima riunione all’Aran sulla riforma dell’ordinamento professionale per il personale degli enti pubblici di ricerca nell’ambito del rinnovo del CCNL 2019-2021. Com’è noto la riforma dell’ordinamento era prevista dal precedente contratto ed è stata avviata dal lavoro preparatorio della Commissione paritetica per l’ordinamento professionale prevista dal CCNL 2016-2018.

L’Aran ha presentato l’intelaiatura di un nuovo ordinamento professionale relativo al personale tecnico e amministrativo, riservandosi di illustrare negli incontri successivi una proposta per ricercatori e tecnologi. Le novità principali riguardano elementi in parte già discussi durante i lavori della Commissione e in parte proposti in altri contratti (come quello delle Funzioni Centrali) che assumono alcune novità legislative sopraggiunte nel frattempo. In particolare la discussione, franca e articolata, si è sviluppata sull’ipotesi di inquadramento del personale in aree e su avanzamenti di carriera intesi come progressioni economiche con valutazione individuale.

Lo Snals-Confsal ha osservato che l’ossatura del progetto, presentata dall’Aran, deve essere definita e modellata attraverso il confronto al tavolo delle trattative. L’impressione iniziale, comunque, è che debba essere maggiormente salvaguardata la specificità del personale tecnico e amministrativo degli enti, che non può essere assimilato ad analogo personale operante in altri ambiti della PA. È necessario evitare ogni rischio di omologazione che non renderebbe un buon servizio al personale.

Inoltre, l’assenza di ogni considerazione riguardante ricercatori e tecnologi rende ancora più difficile comprendere la prospettiva di miglioramento per il personale che la proposta di riforma dell’ordinamento professionale deve contenere.

La nostra delegazione ha riproposto la questione delle risorse aggiuntive. Pur nella consapevolezza del fatto che l’Aran già negli incontri precedenti ha manifestato la propria estraneità rispetto alla possibilità di reperire nuove risorse, è stato fatto notare che l’esigibilità effettiva di qualsiasi istituto contrattuale introdotto nel nuovo contratto è strettamente dipendente dall’entità delle risorse disponibili.

Con le attuali cifre allocate dalla legge di bilancio per la riforma dell’ordinamento e per il trattamento accessorio, così come con la mancanza di fondi per le progressioni di ricercatori e tecnologi degli enti non vigilati dal Mur, è molto improbabile dare dinamismo allo sviluppo di carriera, risolvere il problema delle anomale permanenze al III livello di ricercatori e tecnologi o introdurre un meccanismo che dia reali prospettive di carriera, rendendo davvero attrattiva la carriera del personale che ha competenze informatiche di alto livello.

Analogamente sarà tutto da studiare il tema del Fondo che dovrebbe alimentare le progressioni di carriera del personale. Occorre evitare di ricadere nei problemi manifestati dal Fondo dell’art. 90 dello scorso contratto, che è sempre scarsamente rifornito e quindi permette progressioni verticali (art. 54) solo a percentuali piccole degli aventi diritto.

A nostro avviso, la giusta ambizione di delineare un contratto innovativo deve essere sostenuta da proiezioni realistiche su quanto effettivamente sostenibile. Questa considerazione, condivisa dalla maggior parte delle OO.SS., ha ottenuto l’impegno da parte dell’Aran a presentare nel prossimo incontro prima della pausa estiva una valutazione economica delle risorse occorrenti per le varie misure proposte.

Altro tema affrontato nel corso della discussione è stato quello relativo alle “elevate professionalità”, un tema tutto da costruire per il sistema degli enti pubblici di ricerca. Lo Snals-Confsal non ha espresso posizioni pregiudizialmente contrarie a un elemento che, peraltro, è previsto per legge, ma ha chiesto che sia utilizzato per dare prospettive di sviluppo professionale al personale tecnico e amministrativo con particolari titoli e competenze.

Infine, il nostro sindacato ha chiesto che venga aperta la discussione anche su alcuni temi che attengono la parte generale del contratto, in particolare sul lavoro agile e sul rafforzamento dell’art. 58 per ricercatori e tecnologi attualmente interpretato in maniera difforme nei vari enti.

Vi terremo aggiornati sui successivi sviluppi della trattativa.

Scadenze di: ottobre 2022