Inserisci parola chiave:                      Ricerca Avanzata

  • Home > Disciplina dei poli a orientamento artistico e performativo - Centri Territoriali di Supporto - Percorsi quadriennali di istruzione secondaria di II grado

Disciplina dei poli a orientamento artistico e performativo - Centri Territoriali di Supporto - Percorsi quadriennali di istruzione secondaria di II grado

Pareri CSPI nella seduta plenaria n. 66 del 17/11/2021

Di seguito la sintesi dei tre pareri espressi dal CSPI nella seduta plenaria n. 66 dello scorso 17 novembre.

 

-    Parere sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione recante la disciplina dei poli a orientamento artistico e performativo di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso perplessità in merito alla richiesta del parere “su schema di decreto del Ministro dell’istruzione recante la disciplina dei poli a orientamento artistico e performativo di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60” in quanto il CSPI aveva già espresso il suo parere in data 18 aprile 2018 su un analogo decreto che non è stato mai adottato.

Le risorse finanziarie previste dal primo Piano delle Arti (DPCM 30 dicembre 2017, "Adozione del piano delle Arti" ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 60), seguito dal recente rinnovo triennale attraverso il nuovo DPCM 12 maggio 2021 sono state assegnate nelle more dell’emanazione del Decreto stesso con riferimento a quanto indicato dall’art. 11 del suddetto decreto legislativo n. 60.

L’obiettivo di istituire i Poli è quello di ottimizzare l’utilizzo delle risorse professionali, strumentali e finanziarie, non potendo ad oggi implementare in maniera diffusa e ordinamentale l’insegnamento dei linguaggi artistici e performativi.

L’intervento, a parere del CSPI, servirà a valorizzare il coordinamento delle innumerevoli iniziative curriculari e/o extracurriculari diffusamente presenti nelle istituzioni scolastiche. In questo senso andrebbe esplicitato nell'articolato il riconoscimento di accordi di rete e di progetti già avviati e sperimentati alla data dell’entrata in vigore del decreto in esame, ossia il 1° settembre 2023.

Il CSPI ha evidenziato che non sono stati ripresi nello schema di Decreto in esame alcuni punti indicati nel Piano delle Arti, allegato A al DPCM 12 maggio 2021.

Sempre nel Piano delle Arti è prevista l’individuazione di otto scuole polo a livello nazionale che supportano, tra le altre attività, anche i “Poli Artistici”. Per facilitare le collaborazioni tra istituzioni scolastiche e le costituzioni di reti, sarà possibile avvalersi del supporto delle scuole polo nazionali di cui, a parere del CSPI, non si trova riferimento nello Schema di Decreto in esame.

In relazione al testo del decreto in esame, il CSPI, ha avanzato osservazioni e richieste a cui si rimanda per una lettura più attenta dell’articolato.

Il CSPI ha espresso parere favorevole a condizione che siano accolte le richieste di modifiche e integrazioni avanzate.

 

 

-    Parere sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione concernente i “Centri Territoriali di Supporto (CTS), ai sensi dell’articolo 9, comma 2-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66”

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha preso atto della stesura di un nuovo schema di decreto, rispetto a quello della seduta dell’1/10/2021 dove è stato espresso parere negativo evidenziando, al contempo, che resta da affrontare e disciplinare, anche con successive indicazioni da parte dell’Amministrazione, la relazione tra i diversi soggetti coinvolti nella governance territoriale per favorire i processi di inclusione e per evitare sovrapposizioni di competenze e confusione nei ruoli.

Il CSPI ha auspicato che siano esplicitate, anche a livello regionale/provinciale, le modalità di collaborazione tra GIT e CTS per evitare le problematiche segnalate in merito a sovrapposizioni di competenze e confusione nei ruoli, a partire da una Direttiva come indicato nelle richieste di modifica proposte.

Poiché le scuole polo per l’inclusione sono collocate negli ambiti e non a livello provinciale come i CTS, il CSPI ha evidenziato che risulta ambiguo il riferimento alla possibilità di individuare più CTS nelle città metropolitane. E pertanto ne ha chiesto la riformulazione.

A parere del CSPI alcuni tra i criteri indicati per l’individuazione dei Centri territoriali di supporto appaiono generici e poco chiari.

Il CSPI ha espresso parere favorevole a condizione che siano accolte le richieste di modifiche e di integrazione proposte nell’esame dell’articolato, a cui si rimanda per un approfondimento.

 

 

-    Parere sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione concernente il “Piano nazionale di innovazione ordinamentale per l’ampliamento e l’adeguamento della sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado agli Obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #Next Generation Italia”

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha già formulato due pareri sulla sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado (nelle sedute del 10 maggio 2017 e del 25 gennaio 2018) e, nel confermare quanto già esplicitato, ha espresso le seguenti osservazioni in merito allo schema di Decreto in esame.

Il PNRR contempla l’ampliamento della sperimentazione dei licei e istituti tecnici quadriennali all’interno della "Riforma 1.4 - Riforma del sistema di orientamento", con riferimento alla quale è prevista esplicitamente la presentazione di una legge entro dicembre 2021 e l’entrata in vigore dell’intera riforma dell’istruzione (comprendente anche la Riforma del sistema di orientamento) entro dicembre 2022.

Il CSPI ha ritenuto indispensabile un collegamento organico tra la previsione dell’ampliamento dei quadriennali e il complessivo intervento normativo sulla Riforma del sistema di orientamento. Considerata l’importanza del percorso proposto e la necessità di acquisire elementi per interventi organici sul sistema scolastico, così come previsto dallo stesso PNRR, secondo il CSPI è necessario che l’ampliamento della sperimentazione sia basato su elementi di riscontro certi e chiari per poter fornire dati utili alle conseguenti decisioni politiche e alle ricadute ordinamentali, mentre nello schema di Decreto non si esplicita in modo coerente tale connessione e la proposta appare come una implicita prefigurazione della futura Riforma non suffragata dalla valutazione degli esiti della sperimentazione in atto.

Il CSPI ha sottolineato anche che l’attuazione di quanto previsto dallo schema di Decreto in esame, che intende ampliare la sperimentazione già in atto, avverrà in tempi non congrui rispetto alla gestione ordinaria delle attività di orientamento finalizzate alle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/23 e comporterà per gli Uffici Scolastici Regionali la necessità di valutare le proposte progettuali in tempi ristretti con il rischio di non garantire la qualità della selezione.

Il CSPI inoltre ha ribadito, come già richiamato in occasione dell’espressione dei precedenti pareri sull’avvio della sperimentazione dei percorsi quadriennali, la necessità di una regia nazionale, di una organica proposta metodologico-didattica supportata da validi criteri di selezione del campione rappresentativo e di strumenti di verifica e valutazione condivisi. Esiste quindi il rischio che la proposta di estensione della sperimentazione, se non supportata da un solido impianto teorico e da una cornice di riferimento nazionale, possa concretizzarsi in soluzioni difformi sul territorio nazionale e difformi rispetto anche alle finalità dichiarate ed orientare scelte dell'utenza verso una mera abbreviazione dei percorsi di studi.

Il CSPI ha sottolineato ancora una volta che intervenire sulla struttura e la durata dei percorsi presuppone un’attenta rimodulazione dei curricoli per evitare la loro frammentazione. Il CSPI nella seduta del 10 maggio 2017 aveva espresso parere positivo richiedendo uno scrupoloso monitoraggio sui percorsi sperimentali da attivare. Tale monitoraggio, che doveva valutare l’andamento nazionale del piano di innovazione ordinamentale, doveva essere trasmesso tramite una relazione annuale del Comitato Scientifico Nazionale (CSN) al CSPI come previsto dall’art. 9, c. 1, del DM 3 agosto 2017, n. 567. Tali relazioni non sono mai pervenute; l’assenza di riscontri relativi alle esperienze effettuate e ancora in atto, non consente al CSPI di utilizzare tali dati per analizzare la scelta di ampliare la sperimentazione ad ulteriori 1000 classi.

Il CSPI, inoltre, ha ritenuto che il rinnovo e l’eventuale ampliamento della sperimentazione sarebbero dovuti avvenire, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del suddetto DM 567/2017, previa valutazione positiva da parte del CSN al termine del ciclo sperimentale quadriennale.

Inoltre il CSPI ha ritenuto che ai fini dell’espressione del presente parere sarebbe stata necessaria anche la condivisione degli esiti delle valutazioni, come richiamato nelle premesse del dispositivo in esame, «concernenti i risultati del Piano di innovazione ordinamentale, come emergenti dalla relazione del Comitato scientifico nazionale in esito al primo anno dei percorsi, nonché dalla relazione elaborata dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi) a seguito dell’esame degli esiti relativi al terzo anno dei medesimi percorsi.

Con riferimento poi all’estensione della sperimentazione dei percorsi quadriennali agli istituti professionali contenuta nel presente Schema di Decreto è stato evidenziato che la stessa (non prevista nella sperimentazione in atto in quanto le classi prime degli istituti professionali riformati ai sensi del D.Lgs. 61/2017 sarebbero state attivate a partire dall’a.s. 2018/19)  non è contemplata neanche nel testo del PNRR che fa riferimento solo ai licei e agli istituti tecnici. Tale estensione in ogni caso risulterebbe poco coerente per questo segmento del sistema d’istruzione proprio in funzione della recente riforma dei Professionali che ha ancora bisogno di misure di implementazione e di accompagnamento per la completa attuazione del nuovo modello.

Il CSPI ha rilevato inoltre che, in considerazione del rapporto tra il V anno degli istituti professionali e i percorsi regionali quadriennali, si rischia la sovrapposizione delle proposte di entrambi i percorsi e il condizionamento dei profili in uscita e ciò comporterebbe unicamente la riduzione di un anno della scuola superiore anche per gli studenti degli Istituti professionali, già segnati da un alto tasso di dispersione scolastica.

Tenuto conto di quanto indicato all’art. 3, c. 2, del DM 567/2017, il CSPI ha ritenuto necessario che, anziché procedere ora a ulteriori ampliamenti del numero delle classi coinvolte, la sperimentazione in atto sia portata a termine e sia valutata secondo le modalità indicate nella norma stessa, in modo tale da considerare le eventuali e conseguenti modifiche ordinamentali, anche in riferimento alla complessiva Riforma prevista dal PNRR.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, il CSPI ha espresso parere negativo sullo Schema del Decreto in esame.

Scadenze di: gennaio 2022