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RICERCA: Incontro con la Consulta dei presidenti degli enti

Lo Snals-Confsal ha richiamato l'attenzione sulle problematiche su cui è auspicabile una sinergia d'intervento tra OO.SS. e ConPER nei confronti del Governo. In particolare la questione delle risorse, sull'urgenza di un aumento dei fondi ordinari per superare il drammatico sottofinanziamento del settore

Su richiesta delle OO.SS. rappresentative, il 20 luglio scorso si è svolto il primo incontro tra le sigle sindacali e il presidente della ConPER (Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca), prof. Antonio Zoccoli, insediatosi recentemente alla guida dell’organo che sostiene il Governo nella promozione e nel rilancio delle attività di ricerca. 

Si è trattato di un incontro fruttuoso, caratterizzato da uno scambio aperto e vivace, con l’auspicio che segni l’avvio di un’interlocuzione stabile con la ConPER, utile alla ricerca di soluzioni ai molteplici problemi degli EPR.

Nel corso del proprio intervento lo Snals-Confsal ha richiamato l’attenzione sulle problematiche su cui è auspicabile una sinergia d’intervento tra OO.SS. e ConPER nei confronti del Governo. In particolare la questione  delle risorse, prima di tutto richiamando l’attenzione sull’urgenza di un aumento dei fondi ordinari per superare il drammatico sottofinanziamento del settore, anche in considerazione del fatto che le risorse provenienti dal PNRR possono essere considerate strutturali solo in minima parte e, pertanto, non sopperiscono la penuria di risorse assegnate agli enti nel bilancio nazionale. In secondo luogo, lo Snals-Confsal ha chiesto di sostenere le proprie richieste di risorse aggiuntive per il rinnovo contrattuale a sostegno della riforma dell’ordinamento professionale discussa all’Aran, in considerazione della convergenza di vedute esistente tra sindacati e ConPER sulla necessità di dare soluzione a problemi dell’ordinamento professionale, come l’obsolescenza delle declaratorie, il fenomeno delle anomale permanenze e  gli spostamenti tra profili amministrativi e tecnici, motivati prevalentemente da necessità di carriera più che da reali interessi professionali.

Anche sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) il nostro sindacato ha richiamato l’attenzione del Presidente Zoccoli sulla necessità di valorizzare gli EPR nei progetti del PNRR. Prima di dar vita a nuovi centri di eccellenza è fondamentale utilizzare al meglio le realtà di ricerca pubblica esistenti e, soprattutto, mettere a sistema le attività degli EPR.

Lo Snals-Confsal, inoltre, ha richiesto l’intervento del Presidente della ConPER per sollecitare quegli enti che ancora non hanno completato il processo di stabilizzazione del personale precario ai sensi del decreto Madia, anche in presenza di apposite risorse attribuite già in legge di bilancio, e in considerazione della scadenza al 31 dicembre 2021 dell’opportunità di ricorrere a quel dispositivo di legge.

Il sindacato ha rilevato anche la lentezza eccessiva di molte contrattazioni di secondo livello, che per vari enti riguardano ancora l’accessorio del 2018. Un tema connesso al ritardo di attribuzione dei fondi da parte dei ministeri vigilanti e che, in ultima analisi, mortifica la valorizzazione del personale.

Con riguardo a quest’ultimo aspetto è stato sollevato anche il tema della valorizzazione del ruolo di ricercatori e tecnologi entro gli organi di governo degli EPR. Occorre superare certe resistenze a dare corso all’elezione dei rappresentanti dei ricercatori e tecnologi nei CdA, prevista dalla legge.

Infine, lo Snals-Confsal ha chiesto alla ConPER di avviare una riflessione anche su temi venuti alla ribalta con la pandemia, come quello del Lavoro agile. L’applicazione del lavoro agile in fase emergenziale ha permesso di sperimentare modalità lavorative nuove negli EPR che hanno messo in evidenza come il lavoro agile possa essere svolto con efficacia anche da personale non ricompreso inizialmente tra le tipologie previste dalla L.81/2017. Pertanto il sindacato reputa giunto il momento di ripensare la definizione di lavoratore agile presente nella legge citata o di modificarne l’interpretazione restrittiva data dalla circolare n.2/2020 della Funzione pubblica.

 

Il Presidente Zoccoli nella sua replica ha espresso l’intenzione di consolidare il ruolo della ConPER come interlocutore dei vari ministeri vigilanti, anche in considerazione dell’importanza rivestita dalla ricerca in questa fase storica.

Sulla questione delle risorse il Presidente si è detto d’accordo su tutti gli aspetti sollevati, così come sulla necessità di una riforma ordinamentale non a costo zero. Sul lavoro agile ha espresso la propria posizione personale, non avendo avuto ancora modo di confrontarsi con gli altri presidenti, manifestando la convinzione che si tratti di un’opportunità, anche per gli EPR, da normare adeguatamente.

Il Presidente ha espresso alcune perplessità sulla sostenibilità del PNRR a lungo periodo. Alla luce delle difficoltà che l’Italia ha manifestato nello spendere gli ingenti fondi europei del programma Horizon 2020, c’è il concreto rischio di trovare difficoltà a spendere i  fondi del PNRR e che se ne faccia una distribuzione a pioggia. E’ necessario, invece, un forte coordinamento tra Enti e Atenei per individuare attività sistemiche su cui investire. Le infrastrutture o le modalità di azione dovranno essere durature, oltre l’orizzonte temporale della durata del PNRR.

Infine il Presidente ha sollevato il tema del disegno di legge sul pre-ruolo e reclutamento dei ricercatori dell’università e degli enti di ricerca, attualmente in discussione in Parlamento. Il provvedimento, originato dalla necessità di diminuire il tempo del precariato e di assicurare un’equa mobilità tra università ed enti di ricerca, manifesta attualmente dei nodi da sciogliere e dovrà trovare un raccordo con le norme contrattuali.

Scadenze di: settembre 2021