Inserisci parola chiave:                      Ricerca Avanzata

  • Home > RICERCA: Incontro con la Ministra Messa del 30 aprile 2021

RICERCA: Incontro con la Ministra Messa del 30 aprile 2021

Argomenti trattati: Enti Pubblici di Ricerca, Ricerca, Incontro,
Lo Snals-Confsal ha illustrato alla Ministra le priorità che il nostro sindacato ritiene debbano essere presenti nell'Atto d'indirizzo di settore, propedeutico all'avvio delle trattative per il contratto 2019/2021

Il 30 Aprile scorso si è svolto da remoto un incontro richiesto dalle OO.SS. rappresentative con la Ministra dell’Universitàe della Ricerca, prof.ssa Maria Cristina Messa. All’ordine del giorno i temi del rinnovo contrattuale e della riforma dell’ordinamento professionale.

La delegazione Snals-Confsal ha illustrato alla Ministra le prioritàche  il nostro sindacato ritiene debbano essere presenti nell’Atto d’indirizzo di settore, propedeutico all’avvio delle trattative per il contratto 2019/2021.  

Partendo dagli indirizzi espressi nel Patto per lInnovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, firmato dalla Confsal, e nell’Atto dIndirizzo quadro per i rinnovi contrattuali del triennio 2019/2021 per il personale delle pubbliche amministrazioni di cui allart.1 comma 2 del d.lgs. 165/2001, lo Snals-Confsal ha rappresentato la necessità che l’Atto d’indirizzo di settore recepisca prima di tutto la questione della valorizzazione professionale.

E’ stato ricordato alla Ministra come questo tema sia stato al centro dei lavori della Commissione paritetica per l’ordinamento professionale all’Aran per il personale degli EPR. In quella sede il nostro sindacato ha espresso la convinzione di un’indispensabile manutenzione dell’ordinamento professionale del personale degli EPR fermo al DPR 171/1991, tale da rimettere in moto le carriere all’interno degli Enti dove nel tempo si sono stratificate una serie di anomalie: per quanto riguarda i ricercatori e i tecnologi c’èun’inaccettabile accumulazione del personale al livello più basso,  con circa il 70% del personale fermo al III livello anche da 20 anni e un collo di bottiglia che impedisce lo sviluppo di carriera;  per quanto riguarda i tecnici e gli amministrativi c’èuno schiacciamento ai livelli piùbassi, con mobilità  degli amministrativi verso i livelli tecnici per avere più chances di carriera e con percentuali importanti di tecnici in possesso di lauree e dottorati, fermi in profili dove la laurea non è richiesta per l’accesso.

Durante i lavori presso l’Aran il nostro sindacato ha sottolineato la necessitàdi risorse aggiuntive rispetto a quelle  contrattuali per finanziare eventuali riforme ordinamentali. Per questo abbiamo espresso alla ministra Messa l’apprezzamento per l’impegno preso all’interno del Patto per l’innovazione e la coesione sociale, dove si parla esplicitamente di risorse aggiuntive per le riforme degli ordinamenti professionali da stabilire nella Legge di bilancio 2022. A questo proposito, abbiamo ricordato alla Ministra il suo invito, formulato nel corso del precedente incontro con le OO.SS. (2 marzo 2021), a lavorare congiuntamente sulle richieste di risorse per la prossima  Legge di bilancio: l’attenzione alla valorizzazione professionale che vorremmo fosse presente nell’atto d’indirizzo significa anche impegnarsi per risorse aggiuntive per la riforma dell’ordinamento professionale.

Il secondo tema -da ritrovare nell’atto d’indirizzo- èquello della specificitàdel sistema degli EPR allinterno della Pubblica Amministrazione. Va respinta ogni eventuale tentazione di uniformare il settore degli EPR al quadro generale della PA, nel senso di una mal interpretata esigenza di semplificazione all’interno dell’ampia famiglia della PA.

A questo proposito, la nostra delegazione ha espresso scetticismo su alcuni passaggi del citato Patto e dell’Atto d’indirizzo quadro. Nel primo c’èun invito a dare spazio a “specifiche professionalitànon dirigenziali” con competenze specialistiche assumenti responsabilitàorganizzative e professionali, mentre nel secondo questo tema viene ripreso e sviluppato, ipotizzando di istituire un’“Area delle alte professionalità” per personale apicale con incarichi organizzativi e gestionali.

Non riteniamo adeguate al nostro settore modifiche ordinamentali studiate su altri settori della PA. Più che una proliferazione di figure amministrative, abbiamo bisogno di valorizzare l’attività di ricerca e di supporto tecnico alla ricerca.

Inoltre, abbiamo chiesto alla Ministra di prestare uno spazio nell’Atto d’indirizzo al tema della formazione continua, diritto/dovere che viene richiamato a piùriprese sia nel Patto sia nell’Atto d’indirizzo quadro. Siamo convinti della necessità di assicurare formazione continua a tutto il personale,  investimento e non costo da considerare a tutti gli effetti attivitàlavorativa, anche in vista degli impegni che il settore della ricerca saràchiamato ad assumere con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 

Lo Snals-Confsal ha poi sollecitato la presenza nell’Atto del tema del Lavoro Agile. Abbiamo chiesto di utilizzare al meglio le esperienze che giàsono state fatte negli EPR sia in fase emergenziale che nella definizione dei Pola e dei Regolamenti applicativi. Il prossimo CCNL dovrà recepirne i principi generali, che andranno declinati nelle singole situazioni attraverso la contrattazione integrativa.

Sul Lavoro Agile abbiamo preannunciato l’invio di un approfondimento specifico, poichél’esperienza svolta in questi mesi negli EPR ha fatto emergere anche alcune contraddizioni e alcuni limiti dell’impianto legislativo che ne sta alla base (L. 81/2017; Circolare n.2/2020 della Funzione pubblica).

Abbiamo apprezzato che sia stata stabilita, nel Patto e nell’Atto d’indirizzo Quadro, la salvaguardia dell’elemento perequativoche confluirànella retribuzione fondamentale e questo, ovviamente, dovràessere recepito nell’Atto d’indirizzo di settore.

Infine, abbiamo espresso la richiesta di trovare anche un’indicazione in favore della valorizzazione della contrattazione collettiva integrativa. Abbiamo ricordato alla ministra Messa che il Governo si èimpegnato nel Patto a individuare misure legislative per superare i “limiti di cui all’art. 23 co.2 del D.Lgs. 75/2017”e cioè il famigerato tetto sulla costituzione del fondo per il salario accessorio. Se ne parla come di una misura necessaria a “sviluppare la contrattazione collettiva integrativa”. Riteniamo opportuno che il richiamo a tale valorizzazione si accompagni nell’Atto a quello della necessitàdi  concomitanti misure legislative, quali quelle volte a superare il limite sulla  costituzione del fondo per il salario accessorio. Anche in questo caso serve un intervento parallelo sul piano contrattuale e su quello legislativo.

In conclusione, anche trattandosi di questioni non all’ordine del giorno, abbiamo chiesto all’Amministrazione un rapido intervento per emanare il decreto di riparto delle risorse attribuite in Legge di bilancio (25 milioni) per il completamento delle stabilizzazioni dei ricercatori precari e di avviare quanto prima un confronto con le OO.SS. sulla attualizzazione dei progetti previsti dal PNRR, sul quale, pur apprezzando il superamento di alcune criticità presenti nella precedente stesura del Piano, segnalate dal nostro sindacato, ancora manca una piena condivisione con l’opinione pubblica e con le parti sociali.

Il Capo di Gabinetto, dott. Giuseppe Recinto, ha affermato che l’Atto d’indirizzo di settore seguiràle indicazioni dell’Atto d’indirizzo quadro, pertanto affronterài temi delle risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali, degli istituti del rapporto di lavoro, compreso l’accessorio, del lavoro agile, dell’ordinamento professionale, della formazione e del welfare contrattuale.

Nella sua replica la ministra Messa ha apprezzato il contributo propositivo delle OO.SS., convenendo sulla necessitàche molti dei temi sollevati trovino spazio nell’Atto d’indirizzo, a partire dalla questione della valorizzazione delle professionalitàa quello del lavoro agile, alla questione della specificitàdel settore all’interno della PA. Su quest’ultimo punto ha comunicato anche la disponibilitàdel ministro Brunetta a riconoscere al sistema ricerca una specificità entro la PA. Sugli aspetti della valorizzazione e delle progressioni di carriera la Ministra ha precisato l’intenzione di sbloccare gli istituti relativi alla premialità, sottolineando che le progressioni non possono avvenire solo per anzianità, ma anche per merito, come dimostrazione della crescita professionale.

Riguardo all’ordinamento, la titolare del Dicastero ha sottolineato che sarànecessario trovare un’equivalenza tra ordinamenti di EPR, Università e Afam per facilitare la mobilitàtra i settori per ricercatori e tecnici.

La Ministra si èimpegnata anche a lavorare, secondo quanto da noi richiesto, per reperire risorse aggiuntive in Legge di bilancio per gli EPR, impegnandosi anche sull’istituzione di tavoli tecnici.

Sul tema della formazione la Ministra concorda con le OO.SS. sulla necessitàdi agire in tale direzione, anche in vista dell’attuazione del PNRR, precisando che èsua intenzione verificare la disponibilitàdi risorse del PNRR da destinare ad azioni di formazione entro gli enti, soprattutto sui temi del green e della digitalizzazione.

Sul PNRR la Ministra ha manifestato la sua piena disponibilitàa un confronto costante, mentre sulle stabilizzazioni ha affermato che il MUR sta predisponendo il decreto di riparto delle risorse.

Si è trattato, dunque, di un incontro proficuo in cui abbiamo registrato da parte della Ministra disponibilitàe capacitàd’ascolto. Vigileremo sulla continuitàdel dialogo e sulla reale attuazione degli impegni presi.

Scadenze di: giugno 2021