Inserisci parola chiave:                      Ricerca Avanzata

  • Home > Cosa chiediamo al Governo Draghi

Cosa chiediamo al Governo Draghi

Argomenti trattati: Governo, Richieste Snals, COVID 19,
Il Governo Draghi, com'è noto, è nato dall'adesione della grande maggioranza delle forze politiche all'appello del Presidente della Repubblica di unirsi per risollevare il Paese colpito dalla pesante crisi sanitaria ed economica innescata dalla pandemia Covid-19.

L'obiettivo di ricostruire il sistema produttivo italiano e di individuare la direzione da intraprendere è un'impresa che fa tremare le vene ai polsi. Per affrontarla e per far ripartire l'Italia, sono state raccolte in cinque ambiti nell'agenda del Governo le priorità o meglio le emergenze: contrasto alla pandemia, lavoro e imprese, emergenza sociale ed economia, istruzione e cultura, transizione ecologica.

Apprezziamo molto il fatto che nel piano programmatico del Governo la scuola sia considerata una priorità, insieme a università, afam e ricerca, quali leve per lo sviluppo del Paese.

La pandemia ha provocato, non solo con il lockdown, tante conseguenze negative, nella vita sociale, economica e lavorativa a livello globale e, nello specifico, nella scuola, e ha fatto emergere con maggiore evidenza problemi, anche storici, e divari, peraltro crescenti.

È da decenni che chiediamo ai governi di turno un dialogo serio e fattivo per risolvere “i mali” che attanagliano scuola, afam, università e ricerca, senza quasi mai ottenere interventi concreti e mirati, che dimostrino un significativo cambio di rotta nelle politiche educative di istruzione e formazione e nelle politiche del personale.

L' agenda dello Snals nel corso di questi ultimi anni è diventata sempre più fitta di impegni e richieste, per lo più rimaste inevase soprattutto per mancanza di volontà politica, nonostante l'impegno continuo nella proposta e nell'azione.

Vorrei soffermarmi su alcuni punti che ritengo prioritari per il prossimo confronto con il nuovo ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi.

Apprendiamo dalla stampa che il primo obiettivo del Presidente del Consiglio Draghi per la scuola sembra essere quello di “tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile per recuperare le ore di didattica in presenza perse”.

Lo stato emergenziale derivante dal Covid-19, con la forzata e necessaria chiusura delle scuole e delle università, ha determinato il ricorso alla didattica a distanza al fine di garantire agli studenti il diritto allo studio. La DAD, nonostante le innegabili difficoltà di attuazione e l'aumento delle disuguaglianze, ha consentito di mantenere un contatto “con” e “fra” gli alunni, attenuando le problematiche connesse all'isolamento. Tutti sono stati coinvolti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA, famiglie, nonostante lo scarso approccio con le piattaforme informatiche e i mezzi strumentali obsoleti o mancanti o le connessioni inesistenti.

La scuola non si è mai fermata: i docenti, con professionalità, hanno continuato a impegnarsi per la formazione dei propri alunni e ad offrire la possibilità di proseguire il loro percorso formativo, contenendo la dispersione scolastica. Il lavoro in DAD non è stato certamente una perdita di tempo e non sono necessari recuperi forzati. È ovvio che la DAD, che a noi peraltro non piace, non potrà mai supplire la didattica in presenza perché il rapporto diretto docente/alunno è insostituibile su tutti i piani, didattico, psicologico relazionale.

Il tema richiede, quindi, un’analisi approfondita e molto attenta di tutti gli aspetti che sono coinvolti.

Tra i temi più urgenti che sottoporremo al confronto, il reclutamento del personale, l’annoso problema delle classi pollaio, la continuità didattica, la ripresa in sicurezza delle attività in presenza.

Un posto di primo piano per lo Snals occupa la garanzia della sicurezza degli alunni e del personale della scuola in un quadro di riqualificazione degli edifici scolastici. Una parte dei fondi previsti dal Recovery fund per la scuola dovrà necessariamente essere destinata a questo scopo.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di rivedere i meccanismi e le norme che presiedono alla determinazione degli organici, nodo principale per una scuola di qualità, che è necessario incrementare, stabilizzandoli. In particolare andranno potenziati gli organici di sostegno, considerato che nel 2019/20 abbiamo avuto il il 50% in più delle deroghe. Il reclutamento deve garantire velocità, professionalità e riconoscimento dei legittimi diritti di coloro che da decenni garantiscono il funzionamento delle scuole.

Un concorso per titoli con periodo di formazione qualificata e valutazione finale ci sembra, al momento, la soluzione più idonea per un serio sistema di reclutamento.

Tali obiettivi devono essere correlati alla “missione Istruzione” del Piano per la Ripresa e la Resilienza e, in particolare, all’azione di contrasto all’abbandono scolastico, consolidando e innalzando l’obbligo di istruzione.

 Altro tema cruciale sul quale chiediamo fin d'ora l'impegno del Ministro e del Governo è quello del rinnovo del CCNL, che, dal punto di vista economico, si profila di basso profilo per docenti e ATA, a fronte di impegni lavorativi e di responsabilità che in questi ultimi anni sono oggetti vamente aumentati. I fondi previsti nella legge di bilancio 2021 per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego sono esigui e non consentono l'avvio di quel processo di equiparazione degli stipendi del personale della scuola alla media di quelli europei che rappresenta per lo Snals Confsal l’obiettivo prioritario del prossimo CCNL.

Ci auguriamo che “il metodo” Draghi sia basato su un vero confronto con le parti sociali e che sia possibile ritrovare comportamenti che nel passato hanno segnato storici e significativi passaggi per lo sviluppo del sistema d'istruzione. Le relazioni sindacali devono tornare ad essere lo strumento per l’innovazione nel quadro del rispetto delle tutele dei lavoratori e dell’equità sociale.

Da parte nostra, siamo pronti fin d'ora a dare un contributo fattivo per la soluzione delle tante questioni irrisolte del Comparto Istruzione e Ricerca.

Auspichiamo, inoltre, che il Ministro Bianchi e la ministra Messa affrontino i problemi con una nuova visione politica tesa a garantire continuità didattica, stabilità occupazionale e investimenti, indispensabili per conseguire gli obiettivi strategici di rilancio del mondo della conoscenza, fondamentale per lo sviluppo economico-sociale del Paese.

Elvira Serafini

Segretario generale Snals-Confsal

Scadenze di: ottobre 2021