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I Dirigenti Scolastici dello SNALS-CONFSAL partecipano allo sciopero del 5 maggio

Il DDL La Buona scuola deve cambiare.
I Dirigenti Scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL partecipano allo sciopero del 5 maggio 2015 per le seguenti motivazioni, unitariamente individuate dai rispettivi Coordinamenti Nazionali.

I Dirigenti Scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL
partecipano allo sciopero del 5 maggio 2015
per le seguenti motivazioni,
unitariamente individuate dai rispettivi Coordinamenti Nazionali.

 

Il DDL “La Buona scuola” deve cambiare.

Ai Dirigenti Scolastici non può essere addossata la responsabilità del miglioramento dei risultati della scuola pubblica statale. Né con i vecchi, né con i nuovi poteri.

Alla “La Buona scuola” non servono le nuove responsabilità che si vogliono attribuire ai dirigenti. Esse ostacolano l’esercizio delle funzioni del dirigente scolastico e già producono fra il personale scolastico dissenso, disimpegno e conflittualità.

Alla “La Buona scuola” serve un’autonomia scolastica forte e rispettata che deve essere quella prevista dal regolamento di istituzione e non deve essere stravolta con conseguenze negative in termini di uguaglianza e di salvaguardia del sistema nazionale di istruzione.

Alla “La Buona scuola” servono partecipazione, responsabilità diffusa e condivisione di tutti i docenti e di tutto il  personale ATA,  serve un organico funzionale alla realizzazione dell’offerta formativa e al miglioramento dei servizi  generali, amministrativi e tecnici.

Alla “La Buona scuola” serve un nuovo contratto di lavoro, rinnovato e adeguato alle esigenze organizzative e al raggiungimento dell’obiettivo del miglioramento della qualità dei risultati,  che assicuri la partecipazione di tutti i lavoratori della scuola a percorsi di formazione continua e stimoli e sostenga la ricerca e lo sviluppo dell’autonomia didattica.

Alla “La Buona scuola” servono finanziamenti adeguati alle sue esigenze di funzionamento e alla retribuzione del personale che assicura le  funzioni organizzative e le attività aggiuntive.

Alla “La Buona scuola” serve la realizzazione delle promesse fatte dal Governo di liberarla dalle molestie burocratiche (gestione pensionamenti, TFR, ricostruzioni di carriera, graduatorie, contenziosi…) e di affrancarla dall’applicazione di norme generali che le sono state imposte senza i necessari adattamenti  (trasparenza, anticorruzione, semplificazione, dematerializzazione…)

Alla “La Buona scuola” non serve il preside nominato dai politici e da loro revocabile. In ognuna delle 8.500 scuole della Repubblica deve esserci un dirigente scolastico selezionato secondo il merito e attraverso un pubblico concorso. In questo anno scolastico sono 1.166  le scuole  in reggenza,  nel prossimo anno diventeranno almeno 1.800, nel 2016/17 potrebbero essere 2.500: è necessario che venga bandito al più presto un pubblico concorso affinché ciascuna scuola  abbia il suo dirigente scolastico.

Alla “La Buona scuola” servono dirigenti scolastici rispettati a partire dalla loro retribuzione professionale che deve essere uguale per tutti all’interno della categoria e uguale al resto della dirigenza pubblica e ricomprendere tutti i fondi sottratti negli anni scolastici 2012/13, 2013/14 e 2014/15   che il Governo si era impegnato a restituire. 

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