Come già ampiamente illustrato nei precedenti notiziari, il DPCM di riorganizzazione del MIUR, che avrebbe dovuto definire il nuovo assetto organizzativo del Ministero a livello centrale e periferico, segna il passo.
Considerato che, nel frattempo, i contratti di cui ai commi 5 bis e 6 del D.L.vo 165/2001dei dirigenti di seconda fascia, cessano la loro validità, per effetto della naturale scadenza triennale, il Ministro Profumo, a suo tempo, ha emanato due Decreti ministeriali.
Il primo D.M., del 22.10.2012, registrato dalla Corte dei Conti il 26.10.2012, interviene sull’Amministrazione Centrale. Infatti, anteriormente alla riorganizzazione, che avrebbe dovuto essere definita entro il 31.12.2012, nel mese di novembre cessavano di avere efficacia, per la loro naturale scadenza triennale, esclusivamente presso l’Amministrazione centrale, numerosi incarichi dirigenziali non generali, conferiti ai sensi dei commi 5 bis e 6, dell’art. 19, del D. L.vo 165/2001.
Con il suddetto decreto, l’ex Ministro Profumo ha autorizzato i direttori generali interessati, a prorogare, senza soluzione di continuità, gli incarichi di cui ai predetti commi 5 bis e 6 , sino alla data di entrata in vigore dei Decreti ministeriali con cui verranno individuati e rideterminati gli Uffici dell’Amministrazione centrale e periferica.
A sua volta, il D.M. 24.4.2013, in corso di registrazione, ha previsto la possibilità di prorogare i contratti, di cui ai più volte citati commi 5 bis e 6, riferiti all’Amministrazione periferica, che sarebbero scaduti in gran parte il 2 maggio u.s., e nel contempo ha rideterminato il contingente complessivo dei posti destinati al comma 5- bis (21 posti ) e comma 6 (33 posti), considerato che il DPCM 22.1.2013, ha stabilito per il MIUR, che la dotazione organica dei posti di funzione di livello dirigenziale non generale, non può essere superiore a 412 unità.
Il primo DM, ha validità fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti ministeriali di riorganizzazione, il secondo, fino al 22 luglio 2013, data entro cui è prevista l’adozione del DPR di riorganizzazione del MIUR, che – comunque - non potrà essere rispettata.
Considerato che tale scadenza coincide con i complessi ed indilazionabili adempimenti inerenti le operazioni di avvio dell’anno scolastico, l’Amministrazione, con molta probabilità, procederà con la pubblicazione del bando di disponibilità e conferirà incarichi dirigenziali validi fino alla riorganizzazione.
Per l’Amministrazione centrale, i tagli sono stati operati tenendo conto dell’età anagrafica e del possesso dei requisiti per il collocamento in quiescenza.
Per la periferia, invece, si è avuto riguardo al rapporto esistente tra il numero dei dirigenti in servizio e la popolazione scolastica e al “ricomparso” accorpamento degli uffici scolastici “interregionali”.
Prendiamo quindi atto, che si ritorna e/o si continua a parlare di Uffici Interregionali.
Per questi motivi non certo irrilevanti, oltre alle altre ben note problematiche, il nostro Coordinamento ha predisposto una lettera che il Segretario Generale dello SNALS-Confsal, prof. Marco Paolo Nigi, ha inviato al Ministro Carrozza, in linea di continuità con quanto già rappresentato circa il Comparto Scuola, che riportiamo di seguito:

Roma, 3 giugno 2013
On.le Maria Chiara Carrozza
Ministro Istruzione, Università e Ricerca
V.le Trastevere 66/a
00153 - ROMA
On.le e gentile Ministro,
a completamento e conclusione della missiva inviataLe il 15 maggio 2013, ove porgiamo gli auguri per l’incarico di governo, Le rappresentiamo quanto segue, per delineare alcune questioni che, a nostro avviso, rivestono carattere d’urgenza.
Lo SNALS-Confsal, come sindacato autonomo maggiormente rappresentativo della Scuola, tutela anche il personale dell’Amministrazione centrale e periferica del MIUR afferente all’UNSA- Confsal ed è in tale veste che ora ci rivolgiamo a Lei.
Non desideriamo iniziare con una declinazione dei problemi che affliggono il personale, vogliamo invece permetterci di richiamare la Sua attenzione in merito ad un aspetto fondamentale, una sorta di snodo cruciale che, se opportunamente affrontato, potrebbe risolvere tutte le altre problematiche: la riorganizzazione!
Dopo la legge n. 300/99, la quale ha completamente modificato l’assetto organizzativo periferico dell’ex Ministero della Pubblica Istruzione, si sono succeduti diversi provvedimenti, i quali hanno ulteriormente ridotto gli Organici del personale amministrativo, già esigui, e, di fatto, quasi “smantellato” gli Uffici territoriali.
Gli autorevoli ex Provveditorati agli Studi – di storica memoria amministrativa – che per più di un secolo hanno rappresentato la Scuola come Istituzione e come punto di riferimento di docenti, famiglie e studenti, dopo svariate e sovente improvvisate denominazioni, sono divenuti gli attuali Uffici Scolastici Territoriali, ove opera personale con un organico composto da dipendenti sempre più anziani e sempre più ridotti di numero, personale che, comunque, garantisce il corretto avvio di ogni anno scolastico, in modo puntuale e regolare, nonostante la concentrazione di tutte le procedure amministrative propedeutiche, nel periodo estivo, quando la gran parte degli altri lavoratori usufruisce del meritato e costituzionalmente irrinunciabile periodo di ferie.
Il D.P.C.M. di riorganizzazione proposto dall’ex Ministro Profumo, a seguito del processo di revisione della spesa pubblica, che non ha visto la conclusione relativamente all’Amministrazione centrale e, in particolare, all’Istruzione, prevedeva un sovradimensionamento degli Uffici centrali rispetto alle effettive competenze che a questi spetterebbero, in quanto tutte riconducibili ad attività di coordinamento, indirizzo e valutazione.
Specificatamente alla Pubblica Istruzione, la previsione di 2 Dipartimenti e 7 Direzioni Generali, che spesso producono una frammentazione e duplicazione di competenze, costituisce un marcato approccio meramente burocratico, in cui è sottesa una tendenza a conservare le pregresse strutture, con una sorta di decentramento teorico, per cui sembra si decentrino solo responsabilità ed adempimenti gravosi mentre si conservano al centro poteri decisionali, in un un’ottica non in linea con lo spirito e la lettera della nostra Carta costituzionale.
Alla luce di quanto esposto, Le chiediamo di salvaguardare il lavoro prezioso ed essenziale degli attuali Uffici Territoriali, i quali vivono ormai da oltre 10 anni, in un clima di altalenante incertezza. Tutto questo, non per un miope interesse sindacale ma in quanto convinti dell’essenzialità per la Scuola della loro presenza che, sul territorio, rappresenta una insostituibile interfaccia con l’utenza ed i suoi reali effettivi bisogni formativi.
Infatti, è di tutta evidenza come non sia in linea con un effettivo e producente decentramento, prevedere la soppressione di ben 5 Direzioni Scolastiche regionali e mantenere un’Amministrazione centrale quasi “elefantiaca” rispetto alle effettive reali esigenze amministrative e gestionali.
Le rappresentiamo, inoltre, un’ ulteriore preoccupazione.
Come è noto, presso il MIUR, non è stato concluso l’iter di adozione dello schema di D.P.C.M. di riorganizzazione, a seguito dei tagli operati dal D.L. 6/7/2012, n. 95, entro il previsto perentorio termine del 28/2/2013.
Per tale motivo, il Ministro Profumo, con i DD.MM. del 22/10/2012 e 24/4/2013, ha disposto la proroga fino al 22/7/2013 degli incarichi dirigenziali non generali in scadenza naturale, conferiti ai sensi dei commi 5-bis e 6, dell’art. 19, del D. Lgs. n. 165/01 e successive modificazioni ed integrazioni.
Con il termine di tali contratti e senza l’adozione del D.P.R. di riorganizzazione, gran parte delle Direzioni Generali e degli Uffici Scolastici Territoriali, si ritroveranno, nel periodo più “caldo”, senza dirigenti titolari, per garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico, frangente reso ora ancora più complicato con la definizione del concorso ordinario per i docenti di ogni ordine e grado in fase di espletamento.
E’ pertanto facilmente intuibile come sarà arduo se non impossibile, per le Istituzioni scolastiche, avviare regolarmente il prossimo anno scolastico, nonostante la presenza nell’Amministrazione territoriale di funzionari qualificati e oggettivamente responsabili.
Siamo certi che la Sua esperienza anche di gestione universitaria, saprà farLe comprendere la necessità di coordinare il territorio “sul” territorio e non “dal centro”.
Attendiamo comunque di poterLe illustrare personalmente le problematiche qui appena adombrate e, nell’attesa, Le rinnoviamo i migliori auspici di proficuo lavoro.
Il Segretario Generale
(Marco Paolo Nigi)