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Linee di piattaforma contrattuale normativa per il quadriennio 2006-2009 e per il biennio economico 2006-2007

normativa per il quadriennio 2006-2009 e per il biennio economico 2006/2007

LINEE DI PIATTAFORMA CONTRATTUALE NORMATIVA PER IL QUADRIENNIO 2006-2009 E PER IL BIENNIO ECONOMICO 2006/2007

LINEE DI PIATTAFORMA CONTRATTUALE NORMATIVA PER IL QUADRIENNIO 2006-2009 E PER IL BIENNIO ECONOMICO 2006/2007

 

 

 

PREMESSA

 

Lo sviluppo del capitale umano è cruciale per la crescita del Paese, per il rilancio dell’economia e della competitività in una società globalizzata, come è stato ribadito dal Consiglio europeo a Lisbona che ha posto impegnativi obiettivi per il 2010 finalizzati alla costruzione di una più avanzata società basata sulla conoscenza più competitiva del mondo.

La qualità delle risorse umane e professionali è altrettanto centrale per assicurare equità e solidarietà e per consentire a tutti l’esercizio dei diritti di cittadinanza attiva. Per questo sono necessarie politiche integrate e fortemente attente al sostegno e alla promozione dell’intero sistema di istruzione e formazione, attualmente interessato da consistenti processi di riforma.

Il successo di questi processi di cambiamento è determinato, come affermano ormai tutti i documenti internazionali, dal coinvolgimento e dalla valorizzazione del personale della scuola e dal recupero del prestigio sociale, in primo luogo degli insegnanti.

In tale contesto nazionale e internazionale, si colloca il prossimo contratto, relativo al quadriennio 2006-2009 per la parte giuridica e al biennio economico 2006-2007, che dovrà tenere conto delle ricadute dei processi d’innovazione e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche sull’organizzazione del lavoro del personale della scuola.

 

Un contratto per la promozione e la piena attuazione dell’autonomia

 

Occorre garantire la piena realizzazione dell’autonomia scolastica, quale leva strategica del processo di innovazione perché è il perno su cui fondare l’intero processo di trasformazione del sistema educativo, in quanto permette l’interazione tra la progettazione didattica, le istanze sociali e gli standard formativi fissati a livello nazionale.

L’autonomia, sancita ora costituzionalmente (art. 117, comma 3, Costituzione) e riaffermata dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 13 del 2004) va tutelata, anche a garanzia della libertà di insegnamento e di apprendimento.

 

Le risorse economiche e professionali

 

L’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, stabilita dal DPR 275/99, per essere effettivamente e responsabilmente esercitata necessita di adeguate risorse economiche e professionali in costante diminuzione ormai da lungo tempo.

Occorre invertire la tendenza:

-         vanno assicurate risorse finanziarie da correlare ad una mirata progettazione di scuola, che non va confusa con la pluralità di progetti, cui le scuole sono in parte indotte ad aderire per reperire finanziamenti;

-         va garantito, per la qualità dei processi e dei risultati,  un organico di istituto del personale docente, costituito secondo parametri che possano assicurare stabilità nel tempo, e che sia  funzionale all’erogazione di tutti gli insegnamenti e attività, predisposti nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa;

-         va definito, per la realizzazione del POF, uno stabile apparato amministrativo, tecnico e ausiliario, che deve essere previsto all’interno dell’organico di istituto. Va perciò escluso il ricorso a “esternalizzazioni” che risultano costose e non funzionali alla qualità del servizio scolastico.

 

La funzione e la qualificazione del sistema scolastico pubblico

 

Il nuovo contratto deve tenere conto non solo dei modelli organizzativi e funzionali della scuola dell’autonomia, ma anche della natura istituzionale della scuola e soprattutto delle condizioni concrete in cui si svolge il lavoro dei docenti e del personale ATA, reso più complesso dalle caratteristiche delle giovani generazioni.

Occorre, per questo, qualificare il sistema educativo pubblico, che opera nell’interesse della collettività e della nazione, a garanzia di diritti universali, costituzionalmente tutelati.

Va anche tenuto conto della presenza, in costante aumento, degli studenti di cittadinanza non italiana e degli immigrati di seconda generazione e dei loro specifici bisogni, per assicurare condizioni di inclusione, per coniugare solidarietà e sicurezza sociale.

Le finalità del sistema educativo si collegano, per questi motivi, alla pubblica funzione che il personale della scuola e, in particolare i docenti svolgono per il rispetto e l’attuazione dei principi posti a fondamento del nostro Paese che, come richiama l’art. 5, è configurato come “Repubblica una e indivisibile”. I docenti esercitano questa funzione secondo quanto affermato nell’art. 33 della Costituzione, nonché dall’art. 117, comma 3, relativo all’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Occorrono precisi interventi in grado di creare le condizioni per lo sviluppo del sistema educativo, quale motore di crescita del Paese, al fine di promuovere il diritto all'apprendimento e l’occupabilità delle persone.

 

La valorizzazione della professionalità del personale della scuola e il recupero del prestigio sociale

 

Ogni ipotesi di sviluppo professionale va raccordata con le azioni della scuola dell’autonomia. E’ necessario individuare criteri e strumenti trasparenti ed equi che tengano conto dell’esperienza e delle competenze acquisite e che contribuiscano al recupero della dignità professionale e retributiva del personale.

Non si possono introdurre elementi innovativi nelle politiche del personale, magari prevedendo meccanismi di sviluppo professionale, o per rendere più “attrattiva” la professione docente, senza un piano pluriennale di investimenti o addirittura con invarianza di spesa e con economie di bilancio, senza disponibilità di risorse certe che devono essere aggiuntive e non devono gravare sulle disponibilità dei contratti.

 

La piattaforma dello SNALS-CONFSAL

 

La piattaforma contrattuale contiene precise e chiare rivendicazioni. Tra le priorità, oltre ad aspetti specifici che sono dettagliati nel testo, si evidenziano:

·             la declinazione dei nuovi profili professionali da raccordare con la funzione educativa esercitata da tutto il personale della scuola dell’autonomia;

·             l’adeguamento delle retribuzioni dei docenti e del personale ATA ai parametri dei Paesi europei. Va realizzato un reale recupero del potere d’acquisto dei salari e vanno finalizzate al miglioramento degli stipendi le risorse derivanti dalle economie di sistema e risorse aggiuntive “fresche”;

·             l’individuazione dell’anzianità di servizio quale irrinunciabile parametro di riferimento per la ridefinizione dello sviluppo e dell’articolazione delle carriere;

·             la certezza dell’orario di servizio con la riconduzione ad un medesimo tetto massimo di orario frontale di docenza nel 1° e 2° ciclo e con una riduzione per la scuola dell’infanzia, prevedendo altresì la retribuzione di tutte le prestazioni eccedenti l’orario obbligatorio;

·             il riconoscimento dell’autoaggiornamento, quale sicuro fattore di crescita professionale e un miglioramento delle norme riguardanti la formazione in servizio;

·             la rideterminazione delle materie contrattuali di competenza delle Rappresentanze Sindacali Unitarie presenti nelle unità scolastiche autonome;

·             la pensionabilità della retribuzione accessoria e la tutela dei diritti acquisiti in materia previdenziale.

In ragione delle decisioni che verranno assunte dal Parlamento e dal Governo, relativamente agli aspetti ordinamentali e alle norme ad essi collegate, occorre che si preveda una norma di rinvio per le eventuali modifiche al contratto che si rendessero necessarie.

 

Il coinvolgimento della scuola reale

 

Lo SNALS-CONFSAL, nel corso della trattativa contrattuale, realizzerà ampie forme di partecipazione per consentire un dialogo e un confronto costante con il personale docente e ATA, con i rappresentanti RSU e con tutte le strutture sindacali territoriali per meglio interpretare le esigenze e aspettative di quanti quotidianamente sono impegnati nel sempre più complesso “fare scuola”.

 

PARTE ECONOMICA

 

1.          Si devono preliminarmente recuperare le risorse derivanti dalle economie di sistema per l’anno 2005 sia per il personale docente che ATA;

2.          si deve realizzare un reale recupero del potere d’acquisto dei salari con individuazione di parametri che non facciano riferimento a una “inflazione virtuale programmata” ma che corrispondano alla “inflazione reale”. Si dovrà individuare un nuovo “paniere” di riferimento corrispondente al vero incremento del costo della vita. In questo senso è presumibile dover operare preliminarmente, in sede confederale, una revisione del “patto del 93” da noi non sottoscritto;

3.          si devono reperire e mettere a disposizione risorse “fresche”, aggiuntive rispetto a quelle destinate al punto precedente (recupero del potere d’acquisto), per dare una risposta non più differibile alla esigenza di “valorizzazione delle professionalità” operanti nella scuola sia per l’area docente che per l’area ATA. Devono concretizzarsi le dichiarazioni e gli impegni assunti da entrambi gli schieramenti in campagna elettorale. Tali risorse dovrebbero essere, quindi, finalizzate:

·             per l’area docente all’attuazione dell’art. 22 del vigente CCNL con apposita contrattazione che individui criteri che non si concretizzino di fatto in una “promozione” o una “bocciatura”, ma che garantiscano il riconoscimento e la tutela sia dell’esperienza maturata sul campo sia delle competenze professionali acquisite ed esistenti nelle scuole, da incrementare con una qualificata formazione in servizio che non deve, però, essere affidata al solo livello “accademico” universitario, ma deve realizzarsi con l’indispensabile sinergia e contributo  della scuola reale. L’introduzione di meccanismi di sviluppo professionale dovrà prevedere una prima fase transitoria di attuazione;

·             per l’area ATA all’attuazione completa degli art. 48 e 49 del CCNL 2002/2003, dando così continuità e completamento alla fase transitoria avviata con l’art. 7 del CCNL 2004/2005;

4.          si deve prevedere una migliore finalizzazione delle risorse già esistenti nel comparto e, quindi, si potrebbe prevedere:

·             per l’area docente di conglobare la RPD nel tabellare, almeno per la parte derivante nel tempo dalle ”economie di sistema” in quanto per questa vi era già la copertura completa di tutti gli oneri, compresi quelli previdenziali;

·             per l’area ATA di spostare le attuali risorse destinate agli “incarichi specifici” a un ulteriore allargamento della platea dei destinatari delle “posizioni economiche orizzontali” introdotte nel vigente CCNL;

5.          alla luce dell’integrazione di risorse destinate al fondo d’istituto derivanti dallo 0,7% della finanziaria 2006, di fatto non utilizzato per l’anno 2005/6 e di quanto previsto all’art. 6 della sequenza contrattuale ai sensi dell’art. 43 del CCNL 24/7/2003, spostare una quota parte delle risorse economiche attualmente costituenti il fondo per destinarle ad un incremento del tabellare, ovviamente attribuendo alle due aree la quota parte di competenza. Ciò è ampiamente giustificato dal fatto che le prestazioni di tutto il personale scolastico sono diventate più flessibili, complesse e onerose a seguito dell’attribuzione dell’autonomia e del decentramento amministrativo;

6.          si devono rivedere e adeguare le tabelle dei compensi per le prestazioni aggiuntive, per il lavoro notturno e/o festivo;

7.          si deve estendere il “buono pasto” anche al personale della scuola, docente e ATA, quando svolge per esigenze di servizio la sua attività con rientri nell’arco della stessa giornata. Si deve, invece, prevedere il “pasto gratuito” per chi svolge la vigilanza durante la mensa degli allievi;

8.          si deve prevedere l’istituzione di una apposita indennità per chi presta servizio, in relazione a posti definiti in organico, su più sedi. Tale indennità andrà opportunamente articolata su più fasce in relazione al numero delle sedi e se siano all’interno di un solo comune o su più comuni;

9.          si deve valutare l’opportunità di prevedere l’istituzione di una eventuale indennità ad hoc per i docenti che hanno l’obbligo della doppia valutazione, scritta e orale, degli alunni.

 

PARTE NORMATIVA

 

CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO E RICONOSCIMENTO ATTIVITA’ RSU:

 

con riferimento all’articolo 6 del vigente CCNL, si deve, potenziando:

v         integrare la lettera l) con: “ivi compresi i dati analitici e i relativi compensi”;

v         riportare a contrattazione le lettere b) e k) attualmente previste come informazione preventiva e/o successiva;

v         inserire l’obbligo di contrattazione, prima della sottoscrizione di convenzioni tra istituzioni scolastiche e terzi, per gli aspetti delle stesse che coinvolgono il personale della scuola anche nei casi in cui l’onere economico non sia a carico del fondo d’istituto,

v         introdurre una contrattazione pluriennale, di durata pari al periodo di vigenza della RSU eletta, per alcune voci:2b - 2e per assegnazione all’ edificio scolastico - 2f - 2g;

v         mantenere la contrattazione annuale, tacitamente rinnovabile, per alcune voci:2d -2e per la parte relativa alle “ricadute sull’organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall’intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica. Ritorni pomeridiani” - 2h - 2i - 2k;

v         inserire una norma di rinvio per ridefinire le competenze delle RSU alla luce dell’eventuale approvazione di “nuovi” organi collegiali;

v         aggiungere dopo “termini congrui con l’inizio dell’anno scolastico” “e, comunque, non oltre il 31 ottobre”;

v         individuare soluzioni sostitutive, a tutela del funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome, da attivare in caso di mancato accordo in sede di contrattazione decentrata;

 

con riferimento all’articolo 30 e 47 del vigente CCNL, si deve:

v         inserire un secondo comma relativo alla definizione di “funzioni strumentali all’organizzazione e al funzionamento dell’istituzione scolastica autonoma” ove prevedere un compenso stabilito in sede di contrattazione nazionale per l’attività di RSU e, in sede di contrattazione d’istituto, per attività deliberate dagli organi competenti alla definizione del POF. In quest’ ultimo aspetto vanno comprese le attività di responsabile di sede coordinata o sezione staccata/plesso.

 

ORARIO DI SERVIZIO:

 

La proposta, alla luce della messa a regime dell’autonomia e delle riforme in atto, in continuità con le richieste formulate nella precedente piattaforma contrattuale, si può sintetizzare schematicamente:

orario frontale di docenza: nel 1° e 2° ciclo 18 ore settimanali con un tetto massimo di monte ore annuale di 594 ore (18x33); nella scuola dell’infanzia 23 ore settimanali, tali da garantire almeno un ora giornaliera di compresenza, con un tetto massimo di 759 ore annue (23x33). Contestualmente va previsto  un tetto massimo giornaliero di orario frontale di docenza tale da non superare le sei ore giornaliere. Si dovrà raccordare la normativa in vigore con la nuova sia per il part-time che per chi presta servizio, a qualsiasi titolo, per orario ridotto . La riduzione dell’orario frontale dei docenti deve realizzarsi senza oneri a carico delle risorse stanziate per il finanziamento del rinnovo contrattuale.

orario di servizio comprensivo di tutte le attività connesse con la funzione docente: tutta la nuova normativa, derivante anche dalle riforme del sistema educativo in atto, impone il passaggio ad un unico monte ore annuale che, per le interconnessioni con la didattica e con il POF, deve essere affidato, per la sua gestione e articolazione, alle delibere del Collegio dei Docenti e deve essere compreso entro un tetto massimo onnicomprensivo da definire. Tale monte ore annuo deve comprendere tutte le attività, anche quelle attualmente non quantificate, quali i rapporti individuali con le famiglie e la valutazione degli alunni. La delibera del Collegio dovrà prevedere, fin dall’inizio dell’anno scolastico, le priorità di impegno dei singoli docenti al fine di garantire la loro partecipazione ai momenti più significativi, in primis alla valutazione degli alunni. Superato tale monte ore annuo, il singolo potrà scegliere se partecipare o meno a tali attività  con l’impiego di ore aggiuntive e, nel caso di partecipazione volontaria, dovrà essere retribuito per le ore eccedenti secondo quanto stabilito dall’apposita tabella. Per il personale a part-time, o con orario ridotto, dovrà essere prevista la riduzione del monte ore annuo in proporzione all’orario di docenza effettivamente prestato.

orario di servizio del personale ATA: si deve prevedere la riduzione a 35 ore per tutto il personale in quanto gli oneri gravanti sul medesimo per effetto dell’autonomia, del decentramento e delle riforme in atto ha generalizzato la flessibilità organizzativa e la complessità della prestazione per tutto il personale non docente. Questo mantenendo invariate le attuali modalità organizzative dell’orario di servizio.

 

FORMAZIONE IN SERVIZIO:

 

v         si devono migliorare le norme esistenti al fine di garantire la partecipazione;

v         si deve ripristinare il finanziamento  dell’autoaggiornameto, attingendo, a tal fine, anche ai fondi destinati all’istituto.

 

 

 

PROBLEMATICHE VARIE:

 

1.          in relazione alle commissioni di raffreddamento:

·             togliere “sperimentale” all’art. 4 lett. c) del CCNL e prevedere esplicitamente la possibilità di articolazione sub/regionale delle stesse, definendone la  composizione in sede di CCNL;

2.          riconoscimento servizi:

·             va garantito, al personale docente ed ATA, l’integrale riconoscimento in carriera di tutto il servizio prestato secondo la normativa vigente; in questa logica va riconosciuto anche il servizio prestato nell’ente locale  dal personale transitato al comparto scuola. Siffatto riconoscimento dovrà essere integralmente mantenuto in caso di successivo passaggio a seguito di mobilità professionale;

·             va riconosciuto, ai fini della progressione di carriera, il servizio prestato senza titolo, ivi compreso quello del sostegno. Per quest’ ultimo personale verrebbe così anche a  cadere la disparità attualmente esistente legata agli anni di servizio prima dell’anno scolastico 1999/2000;

3.          congedi:

·             per garantire parità di trattamento tra i dipendenti, non solo all’interno del comparto ma in tutto il mondo lavorativo, si deve sopprimere la limitazione relativa all’assenza di oneri per il personale docente nella fruizione di 6 gg. di ferie in corso d’anno;

4.          permessi:

·             si deve puntualizzare meglio la normativa relativa ai permessi retribuiti per lutto comprendendo esplicitamente i casi di “convivenza” e che i tre giorni previsti, a scelta dell’interessato, devono comprendere  o la data del decesso o del funerale;

·             è opportuno, ad evitare ogni possibile contenzioso, modificare la dizione “a domanda del dipendente, inoltre, sono attribuiti ….” con “ il dipendente, a domanda , ha diritto a fruire di …… ;

5.          deve realizzarsi la completa equiparazione in materia di ferie, permessi ed assenze tra personale ITI e personale ITD attualmente regolamentato dall’art. 19 del vigente CCNL;

6.          va riconosciuto il conglobamento dell’ IIS in tabellare anche ai fini dello straordinario;

7.          si deve realizzare la equiparazione della retribuzione dello straordinario;

8.          si deve prevedere una norma di rinvio per l’adeguamento della normativa a seguito dell’approvazione di una eventuale riforma degli OO.CC.;

 

PER LE CONSEGUENZE PREVIDENZIALI, si deve:

 

1.          prevedere il riconoscimento delle quote di anzianità maturate all’interno del “gradone”(“ratei maturati”) a tutti i fini previdenziali;

2.          conglobare l’accessorio generalizzato e continuativo nel tabellare. Peraltro si deve ritenere che, in relazione alla RPD, la gran parte delle risorse, derivando da riduzioni strutturali, hanno già tutte le caratteristiche per essere considerate tabellari senza alcun onere economico aggiuntivo;

3.          prevedere il riconoscimento della 13° mensilità per l’accessorio generalizzato e continuativo

 

 

PROBLEMATICHE SPECIFICHE:

 

personale docente, si deve:

·             prevedere la definizione di ulteriori indennità accessorie per particolari prestazioni differenziate e aggiuntive;

·              operare, in relazione ai profili della “funzione docente”, un opportuno richiamo alla “libertà d’insegnamento” come costituzionalmente garantita;

·             estendere, anche a chi fruisce di assegnazione provvisoria, la fruizione del trattamento economico superiore, qualora spettante. Oggi è infatti previsto solo nel caso di utilizzo;

·             prevedere un nuovo istituto che consenta di effettuare “scambi” di ore all’interno della stessa classe e per pari entità. Ciò deve avvenire per “accordo” sottoscritto tra i soggetti interessati e comunicato con un preavviso congruo, da definire nel contratto, al dirigente scolastico per le comunicazioni agli allievi;

 

personale ATA, si deve:

1.          completare l’attivazione delle “figure intermedie”;

2.          ridefinire i profili professionali con particolare riguardo ai titoli di accesso. Al riguardo, fatti salvi i diritti acquisiti, si deve prevedere anche per il “collaboratore scolastico” un titolo di accesso superiore alla sola terza media.  Conseguentemente dovrà cadere la norma che prevede, dopo l’esaurimento delle graduatorie, il reclutamento per tale profilo tramite gli “uffici circoscrizionali del lavoro”;

3.          rivedere il problema dello straordinario del DSGA a carico del fondo d’istituto, eliminando tale voce e incrementando, in cambio,  l’attuale indennità prevista;

4.          prevedere un compenso, a carico del fondo d’istituto, per il personale che per le necessità di organizzazione del lavoro presti servizio su più sedi o che subisca, in corso d’anno, un cambiamento di sede, ovvero che venga assegnato a un turno che configuri situazioni di disagio per il lavoratore che lo svolge.

5.          eliminare la riduzione dell’indennità di amministrazione per assenze inferiori a 15 gg. in quanto introduce una discriminazione nei confronti di un unico profilo di personale della scuola. Pertanto va eliminato dal comma 5 dell’art. 15 del vigente CCNL la voce “indennità di amministrazione”.

 

ULTERIORI RICHIESTE DA AVANZARE O IN SEDE DI COMPARTO O DI ACCORDO QUADRO INTERCOMPARTIMENTALE:

1.          modifica del “patto del 93”;

2.          conglobamento dell’ accessorio generalizzato e continuativo nel tabellare. In subordine, si deve prevedere il riconoscimento della 13° mensilità per tale voce ;

3.          norme per la tutela del personale inidoneo;

4.          eliminazione della discriminazione relativa al personale a tempo determinato in relazione alla fruizione dei permessi sindacali;

5.          consentire al personale ITD, a domanda, la permanenza in graduatoria e il diritto al contratto, ove spettante, fino a 67 anni di età;

6.          attivazione di ogni misura idonea a garantire la mobilità intercompartimentale a domanda da far precedere dalla possibilità di mobilità tra aree dello stesso comparto, ove esistenti;tale possibilità non deve essere limitata alle situazioni di esubero, ma correlata alla vacanza di posti su cui realizzarla;

7.          possibilità, senza alcun vincolo, di recupero dei contributi figurativi di disoccupazione dall’INPS all’INPDAP.