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Piattaforma Contrattuale SNALS 2002-2005 Un contratto di svolta per professionalità e retribuzioni

Siamo alla vigilia di un importante appuntamento: il prossimo contratto dovrà riconoscere, anche alla luce delle trasformazioni che hanno interessato e continuano ad interessare la scuola, il nuovo status professionale dei docenti e del personale ATA.(...).

Piattaforma Contrattuale SNALS 2002/2005 : Un contratto di svolta per professionalità e retribuzioni

Siamo alla vigilia di un importante appuntamento: il prossimo contratto dovrà riconoscere, anche alla luce delle trasformazioni che hanno interessato e continuano ad interessare la scuola, il nuovo status professionale dei docenti e del personale ATA.

Sussiste, infatti, la necessità di adeguare le retribuzioni ai sempre più gravosi e complessi carichi di lavoro connessi alla scuola dell’autonomia e, nel contempo, di raccordare l’intero quadro normativo ai nuovi modelli organizzativi del servizio scolastico.

Ciò a dire che l’interdipendenza esistente tra il processo di riforma in atto e le politiche del personale richiede una ridefinizione dell’attuale rapporto di lavoro e che il contratto si configura quale strumento per assicurare certezza di diritto e congrui riconoscimenti economici ad una categoria che, a tutt’oggi, risulta essere “bistrattata”, per il prevalere di una politica scolastica spesso a corto di respiro progettuale.

La scuola è sede di conoscenze, luogo di educazione e di formazione e, in quanto tale, assolve ad una ben definita funzione istituzionale. Spetta allo Stato garantire ed assicurare forme ed espressioni di autentica libertà agli insegnanti ed agli alunni; spetta alle forze di governo e al parlamento tutto interpretare le istanze sociali a tutela della dignità della persona e del diritto alla sua piena realizzazione.

Registriamo, invece, che alcuni mirano a subordinare la scuola a logiche aziendalistiche, mentre altri si propongono di procedere verso una sempre più vincolante assimilazione del personale della scuola a quello del pubblico impiego, quasi che la libertà di insegnamento non sia un diritto dei docenti, costituzionalmente garantito, e che la funzione educativa non sia una precisa prerogativa di tutto il personale scolastico.

Il prossimo contratto acquista, pertanto, un chiaro significato politico e, come tale, richiede l’attiva partecipazione dell’intera categoria.

L’attenzione va portata allo stato giuridico del personale, perché la privatizzazione del lavoro non abbia ad incidere sulle libertà costitutive dell’insegnamento; l’urgenza è quella di dotare tutte le istituzioni scolastiche operanti in regime di autonomia, di organici funzionali alla realizzazione del piano dell’offerta formativa; l’obiettivo prioritario rimane quello di ottenere il varo di un piano pluriennale di finanziamenti per la scuola.

 

Lo Snals da tempo chiede che le politiche contrattuali siano affrontate all’interno di un quadro sistemico ed organico di interventi, tale da consentire forme di stabile e funzionale raccordo tra la qualità dell’offerta formativa e la valorizzazione delle professionalità, tra l’efficienza dei servizi e la tenuta degli organici, tra la natura progettuale delle attività didattiche e la reale autonomia finanziaria delle scuole, e da tempo sollecita il governo perché gli interventi a sostegno dell’istruzione siano considerati prioritari all’interno delle politiche sociali, ossia delle azioni volte a tutelare la sfera dei diritti soggettivi, nel rispetto dei principi fissati dalla nostra Costituzione e dei valori che appartengono alla nostra millenaria tradizione culturale.

 

Il futuro della scuola è garanzia dello Stato di diritto. Qualora non si dovesse registrare un diverso approccio alle politiche scolastiche, “il passaggio all’economia della conoscenza” determinerà nuove e sempre più preoccupanti forme di emarginazione sociale.

Va pertanto riaffermata, ancor più in questa nostra convulsa e dinamica età, la libera ed autentica partecipazione democratica, a tutela del diritto di cittadinanza e della giustizia sociale.

Ed è in ragione di detti convincimenti che lo Snals, ancor prima della definizione della piattaforma contrattuale, ha deciso di ascoltare la voce della scuola reale.

Lo ha fatto predisponendo due sondaggi: il primo, sulle politiche del personale, il secondo, sulla riforma degli ordinamenti. 

L’adesione alla consultazione di base è stata massiccia.  A rispondere sono stati sia gli iscritti allo Snals, sia i non iscritti.

La piattaforma contrattuale ne riflette le indicazioni e, in coerenza con i principi del progetto scuola dello Snals, contiene precise e chiare rivendicazioni, quali:

 

             la salvaguardia dell’atipicità e dell’unitarietà del comparto scuola;

 

             l’adeguamento delle retribuzioni dei docenti e del personale ATA ai parametri dei Paesi europei;

 

             l’individuazione dell’anzianità di servizio quale irrinunciabile punto di riferimento per la ridefinizione dello sviluppo e dell’articolazione delle carriere;

 

             la certezza dell’orario di servizio e la retribuzione di tutte le prestazioni eccedenti l’orario obbligatorio;

 

             il riconoscimento dell’autoaggiornamento, quale sicuro fattore di crescita professionale;

 

             la declinazione dei nuovi profili professionali da raccordare con la funzione educativa esercitata da tutto il personale della scuola;

 

             la pensionabilità dell’accessorio e la tutela dei diritti acquisiti in materia previdenziale;

 

             la rideterminazione delle materie contrattuali di competenza delle Rappresentanze sindacali unitarie presenti nelle unità scolastiche autonome.

 

In ogni caso, lo Snals si impegna fin d’ora perché il contratto sia “leggibile” e non contenga norme di “rinvio” tali da impedirne una facile lettura e, soprattutto, una corretta applicazione.

Nel corso della trattativa contrattuale, lo Snals manterrà il dialogo ed il confronto con la base, per rispondere alle reali esigenze di tutto il personale.

Sarà questo un modo per raggiungere obiettivi largamente condivisi e per dare maggiore forza e solidità alla nostra democrazia liberale.

                                              

Fedele Ricciato

Segretario Generale dello Snals

 

INDICE

 

·          PARTE PRIMA

 

·          PARTE SECONDA

 

·          PARTE TERZA

 

·          PARTE QUARTA

 

 


 

 

PARTE PRIMA

 

Il progetto scuola dello Snals

 

PRINCIPI ISPIRATORI

 

Lo Snals afferma:

 

              la funzione istituzionale della Scuola, a tutela delle libertà costitutive dell’insegnamento e della persona. In quanto tale, la scuola è libera, laica e pluralista.

 

Libera nell’insegnamento e nella ricerca, perché mira alla formazione del pensiero critico e promuove la coscienza storica e civile della comunità nazionale;

 

laica, perché priva di ogni pregiudizio culturale nella definizione e nell’attuazione dell’offerta formativa;

 

pluralista, perché sfugge ad ogni sorta di ideologizzazione dei saperi, favorisce il confronto tra le culture e promuove il dialogo, viatico di civiltà e di integrazione tra i popoli;

 

              la centralità della Scuola, quale sede di orientamento scolastico e professionale, di promozione culturale e sociale, di formazione continua e permanente nel più ampio sistema della formazione integrata;

 

              il pieno riconoscimento della funzione docente, da esercitare nelle sue espressioni e responsabilità, individuali e collegiali, all’interno di un preciso quadro di riferimento normativo ed etico.

                Va, perciò, respinta la cosiddetta “natura pattizia” del rapporto tra docenti ed alunni e garantita la piena autonomia del collegio dei docenti, nonché la sua centralità in materia di progettazione e programmazione didattica.

 

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L’ORDINAMENTO SCOLASTICO

 

Lo Snals sostiene:

-              una riforma dell’ordinamento scolastico attenta alle istanze della società civile e rispettosa del diritto degli studenti al libero apprendimento, senza pregiudizio alcuno nei confronti delle diverse “culture”: umanistica, scientifica, tecnica, tecnologica, artistica, musicale. Esse, al contrario, devono trovare la loro sintesi armonica in un’articolazione dei curriculi, che non penalizzi, tra l’altro, l’impianto storico delle conoscenze a beneficio del modello “funzionalista” ed utilitaristico dei saperi, con scelte che comprometterebbero la vocazione pluralista dell’insegnamento e della scuola;

 

-              il coinvolgimento reale della scuola, dei genitori e degli studenti nella definizione del nuovo assetto ordinamentale, che, in ogni caso, presuppone adeguate risorse umane, strutturali ed economiche, quale sostegno imprescindibile di ogni innovazione non improvvisata;

 

-              la piena attuazione dell’autonomia scolastica fondata sulla responsabilità dei singoli e sulla collegialità delle decisioni, in un contesto di impegno civico e sociale che esalti la “funzione politica” e la natura progettuale del piano dell’offerta formativa. Del resto, l’autonomia vera è strumento efficace di diffusione della cultura, della ricerca e della sperimentazione didattica e, come tale, è fattore di promozione della professionalità docente, nonché condizione necessaria per avviare significative sinergie tra le varie istituzioni scolastiche, e tra queste e l’Università.

                Pertanto, essa deve essere radicata nelle libertà costitutive della scuola, evitando ogni rigurgito burocratico ed ogni sorta di asservimento della funzione educativa e formativa ad esigenze di ordine economicistico, imposte dall’attuale totalizzante egemonia del mercato;

               

 - la “centralità” del sistema dell’istruzione, riconoscendo alla sola scuola titolo alla certificazione, valida sia per il proseguimento degli studi universitari, sia per l’iscrizione ad albi professionali, previa frequenza di corsi “post-diploma”.

                Va, perciò, riconosciuto alla scuola, pur in presenza di un sistema formativo integrato, il compito di assicurare l’intera gamma delle opportunità di formazione, sul presupposto che l’intreccio tra istruzione, formazione ed educazione è funzionale alla piena realizzazione della persona umana;

 

-              l’unitarietà del sistema dell’istruzione pubblica, nel rispetto delle diversità territoriali, che vanno valorizzate e raccordate con la più vasta comunità nazionale ed europea.

 

In tale contesto, acquista rilevanza strategica l'autonomia scolastica che può essere fattore di qualità, a condizione che si assicurino:

 

-              la professionalità degli operatori scolastici, da implementare anche attraverso opportunità formative che rispondano alle reali esigenze degli alunni;

 

-              l'organico funzionale dei docenti, da prevedere con riferimento sia agli obiettivi del curricolo obbligatorio, sia a quelli individuati in sede di arricchimento ed ampliamento dell'offerta formativa;

 

-              l'organico funzionale del personale ATA, da commisurare alle reali esigenze della scuola, anche per un adeguato supporto all’attività didattica;

 

-              la disponibilità di risorse finanziarie certe e consistenti, ordinarie e perequative, con la definizione dell'ambito delle competenze dello Stato e di quello degli Enti Locali;

 

-              la dotazione di strumenti a sostegno dell'attività di ricerca, di sperimentazione e di insegnamento;

 

-              la pianificazione di interventi strutturali, a garanzia della sicurezza nella scuola e del pieno esercizio del diritto allo studio;

 

-              l’individuazione di strumenti normativi ed economici che favoriscano l'interazione tra le varie istituzioni scolastiche e, nel contempo, l'ampliamento della rete dei servizi alla persona sul territorio;

 

-              la verifica e la valutazione dei risultati formativi, considerata l'incidenza che assume la qualità dell'istruzione, ai fini del pieno soddisfacimento dell'esercizio della funzione istituzionale della scuola. Il compito della valutazione deve necessariamente coinvolgere il collegio dei docenti che ha il diritto-dovere di procedere alla sistematica verifica dei processi di apprendimento di tutti gli alunni e di programmare tutti gli interventi utili al successo formativo dei giovani.

                Va previsto, di conseguenza, un costante confronto tra il collegio dei docenti ed il Sistema Nazionale di Valutazione, affidando alla responsabilità professionale dei docenti l'analisi degli effetti del proprio insegnamento nel tempo.

 

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LA PROFESSIONALITÀ  DEL PERSONALE

 

La professionalità degli operatori scolastici va definita in relazione al ruolo sociale ed alla funzione istituzionale della scuola. Una definizione, questa, che consente, per un verso, di individuare i caratteri che rendono "atipica" la professionalità del personale scolastico e, per altro verso, di rilevare gli elementi comuni ed i fattori distintivi delle figure professionali operanti nella scuola: il dirigente scolastico, il docente, il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. In particolare:

 

-              il dirigente scolastico, nella gestione della scuola dell’autonomia, deve saper esprimere una reale leadership democratica, fondata su autorevolezza ed equilibrio e su sicure competenze organizzative e gestionali.

                Il passaggio dalla legittimità degli atti alla cultura dei risultati esige una modificazione di mentalità nell'esercizio della funzione dirigenziale; richiede, inoltre, la capacità di promuovere condivisione e consenso intorno alle scelte che la scuola compie e di ricercare il raccordo con la realtà esterna e con le presenze istituzionali e produttive che in essa insistono ed operano;

 

-              il docente è educatore e formatore, in possesso di un peculiare corredo professionale, considerata la pluralità di compiti e competenze strumentali alla realizzazione del piano dell'offerta formativa.

                Va respinto, pertanto, ogni tentativo volto ad introdurre nella scuola modelli professionali ispirati alla cultura "aziendalistica", nella consapevolezza che il docente è titolare di una funzione istituzionale che nell'insegnamento trova la sua attività preminente e nelle sue conoscenze e competenze i fattori indispensabili per raccordare la funzione che egli svolge alle istanze della società.

                Il docente possiede specifiche competenze professionali che mette a servizio dell’azione educativa e formativa che svolge. Lo Snals respinge, di conseguenza, ogni ipotesi di considerare il docente un libero professionista, così come contesta l’assimilazione dei docenti ai pubblici dipendenti;

 

-              il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario è da intendere quale componente funzionale alle azioni ed agli atti che garantiscono qualità all'offerta formativa, considerata l'interdipendenza sussistente tra l'organizzazione dei servizi strumentali e l'attività didattica. Anche per questi motivi c’è la necessità di valorizzare la professionalità del direttore S.G.A. e di tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, con riferimento alla funzione educativa della scuola.

 

La piattaforma contrattuale dello Snals, per i principi ai quali fa riferimento e per la collocazione che assume all’interno dell’attuale contesto socio-politico, si fonda su precisi presupposti, quali:

 

-              il riconoscimento della centralità della scuola ai fini dello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese;

 

-              la previsione del piano pluriennale di investimenti che, nel segnare una reale inversione di tendenza in materia di politica scolastica, metta fine alla iniqua e dannosa azione di contenimento della spesa per l’ istruzione;

 

-                      l’abrogazione del dettato normativo di cui al D.l.vo 29/93 e successive modifiche, ed il conseguente pieno riconoscimento della specificità della scuola.

 

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PARTE SECONDA

 

L’impianto contrattuale

 

Lo SNALS-Confsal sostiene con forza la necessità di perseguire i seguenti obiettivi:

-              l’adeguamento delle retribuzioni del personale scolastico ai parametri dei Paesi più avanzati d’Europa, anche in considerazione dei nuovi oneri di lavoro e delle accresciute responsabilità richiesti dalla scuola dell’autonomia e dalla riforma degli ordinamenti. L’impianto retributivo dovrà, altresì, prevedere la distribuzione generalizzata delle ulteriori risorse relative all’accessorio, da rendere pensionabile, nonché riconoscimenti aggiuntivi per particolari impegni individuali facoltativi;

 

-              la riscrittura completa della normativa attuale, non più consona alle esigenze delle istituzioni scolastiche autonome, con particolare riferimento agli impegni di servizio;

 

-              la stabilizzazione degli organici e la loro totale copertura con personale nominato a tempo indeterminato;

 

-              l’attuazione dell’organico funzionale d’istituto per il personale docente e ATA, per consentire alla scuola dell’autonomia una “vera e concreta progettazione”, senza ricorrere a forme di “esternalizzazione” del servizio.

 

Lo Snals ribadisce, altresì, che il comparto scuola è atipico ed unitario, articolato in aree di specificità. D’altronde, le risorse economiche già hanno attualmente una precisa destinazione di scopo, essendo finalizzate distintamente all’area docente e all’area ATA.

 

 

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PARTE TERZA

 

La retribuzione

 

LE RISORSE ECONOMICHE  E GLI OBIETTIVI

DA RAGGIUNGERE

 

 

• LE RISORSE ECONOMICHE, GIÀ PREVISTE

   IN FINANZIARIA 2002, SONO:

 

1. Le risorse derivanti dalla quota parte  del pubblico impiego

Riteniamo che tali risorse vadano ripartite in relazione alle retribuzioni medie dei vari comparti ed al numero degli addetti; con lo stesso criterio esse vanno suddivise tra le due aree del comparto e, successivamente, tra le varie “categorie” in cui le medesime si articolano. La quota da destinare al tabellare non deve essere inferiore al 4,3% (inflazione programmata del prossimo biennio, pari a 1,7% + 1,3%, a cui aggiungere l’1,3% di recupero del differenziale di inflazione relativo al biennio precedente).

Ne consegue che non condividiamo l’ipotesi di destinare tale quota prevalentemente all’incentivazione della produttività dei dipendenti, come prevede, invece, l’accordo di palazzo Vidoni tra governo, Cgil-Cisl-Uil. L’ipotesi di palazzo Vidoni comporterebbe, infatti, un recupero inflattivo inferiore a quello reale, ed inoltre, nel destinare maggiori risorse all’accessorio, prospetta soluzioni svantaggiose sul piano previdenziale e tabellare.

Si precisa, infine, che una quota di risorse derivanti dal citato accordo, pari all’1%, non ha al momento copertura economica.

 

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2. Le risorse aggiuntive rispetto al pubblico impiego

Tali risorse interessano obbligatoriamente:

 

a) la contrattazione integrativa dei docenti, come prevede l’art. 16 della finanziaria per il 2002. Si ipotizza una disponibilità pari a 206.583.000 euro (400 miliardi di lire), derivanti dalla finanziaria dell’anno scorso, a cui vanno aggiunti 108.460.000 euro (210 miliardi di lire), previsti nella finanziaria 2002.

Per il 2003 sono previsti ulteriori 103.291.500 euro (200 miliardi di lire), dalla precedente finanziaria a cui aggiungere 381.350.000 euro (738 miliardi di lire), derivanti dai risparmi previsti dalla finanziaria di quest’anno;

 

b) il trattamento accessorio del personale ATA, come prevede l’art. 16 - comma 2 - della finanziaria di quest’anno.

                La quantificazione delle risorse non è definita, ma è legata ai risparmi di organico.

                A riguardo, per quest’anno è necessario ipotizzare l’invarianza di organico, avendo quest’ultimo raggiunto limiti talmente ridotti che, qualora dovesse essere interessato da ulteriori tagli, ne risulterebbe compromesso lo stesso funzionamento della scuola dell’autonomia. È necessario, pertanto, recuperare le risorse derivanti dai tagli relativi all’anno scolastico 2001/2002, peraltro già quantificabili.

 

Riteniamo che la distribuzione di queste risorse debba avvenire in forma generalizzata e legata all’anzianità di servizio.

 

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3. le risorse da destinare all’autoaggiornamento  dei docenti

Queste risorse sono pari a  35 milioni di euro (circa 70 miliardi di lire), per spese documentate.

Proponiamo, per l’importanza del principio riconosciuto, di destinare all’autoaggiornamento la cifra di 108.460.000 euro (210 miliardi di lire), da stanziare in finanziaria, in modo da distribuire al personale risorse al netto delle ritenute, senza l’ulteriore aggravio di oneri fiscali.

Considerato il processo di innovazione e di riforma in atto nella scuola dell’autonomia, detta cifra va distribuita in modo forfettario e generalizzato.

A partire dal 2003 vanno reperite risorse aggiuntive, così come prevede il piano pluriennale.

 

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• LE RISORSE LEGATE AL PIANO PLURIENNALE

Queste risorse devono essere prevalentemente utilizzate per incrementare le retribuzioni del personale docente ed ATA, e quindi vanno destinate al tabellare e allo sviluppo delle carriere, in modo da assicurare, entro la scadenza del quadriennio contrattuale, una sostanziale equiparazione delle retribuzioni del personale della scuola ai livelli europei, così come da tempo chiede lo SNALS.

Occorre, tuttavia, definire i criteri di distribuzione di dette risorse, in aggiunta al criterio dell’anzianità.

 

Non condividiamo, in ogni caso, il ricorso a procedure concorsuali selettive che richiamano alla memoria il famoso “concorsone”. Riteniamo possibile, invece, ipotizzare un’ulteriore “nuova carriera”, che si potrebbe definire “senior”, con conseguente riconoscimento di un piede retributivo, su cui sviluppare, per evitare appiattimenti, il successivo percorso di carriera.

Detta carriera deve dare risposta alle legittime istanze retributive del personale e deve raccordarsi con le necessità connesse al processo di riforma e con le esigenze di funzionamento della scuola dell’autonomia. 

Proponiamo che l’inquadramento nella nuova carriera “senior” parta dopo almeno 15 anni di anzianità, in modo da far coincidere detto inquadramento con la fine di una delle attuali fasce, previa frequenza di apposite iniziative di “formazione in servizio”, anche a distanza, che prevedano verifiche di apprendimento non selettive.

Gli interessati dovranno, nei limiti dell’orario complessivo di servizio, mettere a disposizione, per un migliore funzionamento della scuola, l’esperienza acquisita negli anni (anzianità) e la professionalità maturata a seguito della formazione in servizio.

I docenti potranno essere impegnati, ad esempio, in compiti di tutoraggio di studenti e di supporto a colleghi neoimmessi in ruolo, o in altre attività, mentre il personale A.T.A., in attività di supporto alla realizzazione del P.O.F..

Prevediamo, infine, che quanti all’atto dell’entrata in vigore del nuovo contratto, non abbiano i 15 anni di carriera, possano avvalersi di ulteriori e/o diverse modalità di “formazione in servizio”, anche in raccordo con l’Università.

Le attività di “formazione in servizio” non dovranno, comunque, comportare oneri economici per gli interessati e dovranno essere accompagnate da verifiche non selettive.

 

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• ALTRE RISORSE

Prevediamo, inoltre:

 

-              la rifinalizzazione dei “rivoli” finanziari, destinati attualmente ad istituti contrattuali che riteniamo vadano soppressi, quali, ad esempio: le funzioni obiettivo, le funzioni aggiuntive ATA, i progetti per le aree a rischio.

                Detti “rivoli” devono essere destinati all’incremento delle risorse disponibili per la contrattazione decentrata regionale.

 

RIVENDICAZIONI SPECIFICHE

 

Lo Snals rivendica:

 

-              la definizione di ulteriori indennità accessorie per particolari prestazioni differenziate e aggiuntive quali, ad esempio, la correzione degli elaborati, il lavoro straordinario del personale ATA, ecc. Dovrebbe essere, altresì, consentito di utilizzare le risorse finanziarie, in base a criteri definiti in sede di contrattazione decentrata, anche per il rimborso corrispondente al buono pasto per quanti svolgono il servizio su più turni, per rimborsi forfettari per quanti prestano servizio su più sedi, o per quanti, in corso di anno scolastico, vengono assegnati per esigenze di servizio a sedi diverse della stessa scuola;

-              l’applicazione, al personale che cessi dal servizio nel periodo di vigenza contrattuale, dei benefici derivanti dalla contrattazione. Detti benefici vanno riconosciuti a tutti i fini previdenziali, con la stessa decorrenza riconosciuta al personale in servizio;

-              il conglobamento graduale dell’IIS nello stipendio tabellare. Ciò a tutto vantaggio dello sviluppo di carriera per anzianità, con conseguenti riflessi sulla pensione e, in termini molto più consistenti, sulla buonuscita;

-              il riconoscimento delle quote di anzianità maturate all’interno del “gradone” a tutti i fini previdenziali;

-              la pensionabilità dell’accessorio, da ottenere o tramite la sua trasformazione in indennità di funzione pensionabile, o tramite il passaggio di quote di accessorio nello stipendio tabellare.

 

una questione di merito

 

Se si creeranno le condizioni per concludere il negoziato prima della quantificazione certa della disponibilità di spesa delle risorse del piano pluriennale, si potrà sottoscrivere in tempi brevi un contratto che distribuisca tutte le risorse conosciute e disponibili, con la previsione di un esplicito articolo di rinvio ad una ulteriore contrattazione per la definizione della distribuzione delle nuove risorse economiche e gli eventuali aggiustamenti normativi connessi e/o conseguenti.

 

 

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PARTE QUARTA

 

La normativa

 

La normativa dovrà essere disciplinata in completa discontinuità rispetto all’ultimo contratto quadriennale e, per quanto impropriamente inserito, rispetto a quello biennale.

 

 

ORARIO DI SERVIZIO

 

- Orario frontale di docenza

Considerata la messa a regime dell’autonomia scolastica e stante il processo di riforma in atto che prevede il gruppo classe, ma anche sue articolazioni, è necessario coniugare la flessibilità di orario con la sua quantificazione certa. Si giustifica, conseguentemente, la richiesta di incremento sostanziale di un accessorio diffuso e generalizzato. Per evitare che le prossime finanziarie o futuri provvedimenti legislativi possano penalizzare ulteriormente il personale della scuola, è necessario codificare contrattualmente il moltiplicatore dell’orario frontale di insegnamento (scuola elementare compresa) per 33 settimane per tutti (anche per la scuola dell’infanzia).

 

Nella direzione di una graduale armonizzazione degli orari di insegnamento tra i diversi ordini e gradi di scuola, nonché nella logica dell’unicità della funzione docente, ipotizziamo un tetto ore annuo massimo, da svolgere in concomitanza con il periodo di attività didattica degli allievi previsto dal calendario scolastico (200 gg), secondo modalità coerenti col P.O.F., tetto ore deliberato, nelle sue articolazioni, dal collegio dei docenti.

 

In dettaglio, il monte ore annuo va strutturato:

 

entro 594 ore (18x33) nella scuola secondaria

entro 726 ore (22x33) nella scuola primaria

entro 825 ore (25x33) nella scuola dell’infanzia

 

Contestualmente, va previsto che il tetto massimo di orario frontale giornaliero di insegnamento, a qualunque titolo prestato, non possa essere superiore alle sei ore.

Affermiamo che nel contratto va fissata la durata della singola unità didattica in 60 minuti e che una eventuale sua riduzione deve poter avvenire solo per esigenze logistico/organizzative comprovate; comunque, anche in questo caso, al docente non va richiesto, in alcuna forma, alcun recupero.

 

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La normativa prevista per il “part-time” dovrà raccordarsi con la nuova definizione dell’orario di servizio.

Prevediamo che, al fine di garantire l’erogazione del servizio agli alunni, nonché la funzionalità delle scuole autonome, il personale possa dare volontariamente la propria disponibilità per un “pacchetto orario annuale” da destinare, secondo le esigenze, alla sostituzione di docenti assenti, nel limite di 5/6 ore settimanali, fermo restante l’obbligo di procedere a nomina di supplente secondo la normativa vigente.

 

Il personale che offrirà tale disponibilità avrà diritto ad un aumento retributivo sotto forma di indennità, da corrispondere indipendentemente dal numero effettivo di ore prestate; un’indennità, questa, che dovrà essere economicamente più vantaggiosa del compenso attualmente spettante per le ore di supplenza. Tale indennità sarà determinata, quindi, in corrispondenza del numero massimo di ore annue di incremento, da distinguere per gradi di scuola: ad esempio, 60 ore annue nella scuola secondaria; 66 ore annue nella scuola elementare e 40 ore annue nella scuola dell’infanzia.

Per la copertura di questa spesa, si attingerà allo specifico capitolo delle “supplenze brevi”.

 

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- Orario di servizio per tutte le attività connesse del personale docente

La riforma degli organi collegiali, così come si evince da tutte le diverse proposte, sembra destinata ad introdurre notevoli modifiche (ad esempio: soppressione dei consigli di classe, modifica delle norme di valutazione degli allievi, articolazione del collegio dei docenti affidata allo stesso collegio, ecc.) che impongono una revisione dell’attuale struttura della “quota orario” in oggetto. Nel contempo, detta riforma sembra quasi imporre il passaggio ad un unico monte ore annuale che, per le interconnessioni con la didattica e con il P.O.F., sarà affidato, per la sua gestione e articolazione, alle deliberazioni del collegio dei docenti, entro un tetto massimo onnicomprensivo da definire.

Tale monte ore annuo deve, quindi, comprendere tutte le attività, anche quelle attualmente non quantificate, quali i rapporti individuali con le famiglie e la valutazione degli alunni. La delibera del collegio dei docenti deve prevedere, ove necessario, fin dall’inizio dell’anno scolastico, le priorità di impegno dei vari docenti, per garantire la loro partecipazione ai momenti più significativi, a cominciare dalla valutazione degli alunni. Superato tale monte ore, il singolo potrà scegliere se partecipare o meno ad attività che comportino l’impegno di ore aggiuntive e, nel caso di partecipazione volontaria, dovrà essere retribuito per le ore eccedenti, secondo quanto previsto dalla apposita tabella.

 

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Per il personale a part-time si dovrà prevedere l’abbattimento del monte ore per le attività connesse, in proporzione all’orario di docenza effettivamente prestato.

 

- Orario di servizio per il personale ATA

Prevediamo la riduzione a 35 ore per tutto il personale, in quanto gli oneri già gravanti sul medesimo nella scuola dell’autonomia per effetto del decentramento, della flessibilità organizzativa e della conseguente complessità, ed accentuabili nell’ipotesi di riforma degli ordinamenti, sono ormai generalizzati per tutto il personale non docente.

Vanno, in ogni caso, mantenute invariate le attuali modalità organizzative dell’orario di servizio.

 

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FORMAZIONE IN SERVIZIO

E AUTOAGGIORNAMENTO

 

FORMAZIONE OBBLIGATORIA

 

Prevediamo l’attivazione per i neoassunti di percorsi di formazione obbligatoria gestiti da singole istituzioni scolastiche o da reti di scuole autonome.

Prevediamo, altresì, l’adeguamento delle norme a quanto previsto dalla finanziaria e dal piano pluriennale, nonché la reale possibilità di fruire di “periodi sabbatici”.

In particolare sosteniamo, sia per i docenti che per il personale A.T.A., la formazione in servizio e l’autoaggiornamento.

 

Per i docenti, in attesa della riforma degli ordinamenti e per la piena realizzazione dell’autonomia, vanno prese in considerazione, prioritariamente, iniziative di autoaggiornamento; invece, in sede di avvio della riforma ordinamentale e degli interventi connessi all’attuazione e allo sviluppo delle tecnologie multimediali, nonché all’alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche, si deve far riferimento, per le risorse economiche, ad una quota, determinata percentualmente, dello stanziamento relativo al piano pluriennale. Sarà così possibile attivare gli strumenti necessari alla formazione in servizio, anche ricorrendo a detti periodi sabbatici e a permessi giornalieri.

 

Per il personale ATA, le attività di formazione si dovranno svolgere in orario di servizio e/o utilizzando i riposi compensativi.

 

In relazione alle esigenze di innovazione derivanti dalla messa a regime degli strumenti dell’autonomia e di nuove normative conseguenti anche al decentramento amministrativo, il personale è obbligato a partecipare a iniziative opportunamente contrattate con l’Amministrazione, alle condizioni citate e senza alcun onere economico a suo carico.

 

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ALTRI TEMI

 

RICONOSCIMENTO DEI SERVIZI IN CARRIERA

Va garantito, al personale docente ed A.T.A., l’integrale riconoscimento in carriera di tutto il servizio prestato secondo la normativa vigente, a partire dal superamento del periodo di prova.

Siffatto riconoscimento dovrà essere integralmente mantenuto in caso di successivo passaggio a seguito di mobilità professionale.

 

RELAZIONI SINDACALI

Vanno ridefinite le relazioni sindacali. Particolare attenzione va portata ai livelli di contrattazione decentrata: quello regionale e quello della scuola autonoma.

È necessario prevedere una regolamentazione dei casi in cui non si realizzi la contrattazione; si deve, ad esempio, valutare la proponibilità del “subentro”, in tal caso, della contrattazione decentrata di livello immediatamente superiore.

 

MOBILITÀ

Va riesaminata, la problematica relativa alla mobilità professionale, del personale sia docente che A.T.A..

Per il personale A.T.A., in particolare, sosteniamo che la mobilità debba interessare tutti i profili professionali e debba, altresì, contemplare la possibilità di passaggio, su domanda, da un profilo all’altro; vanno, inoltre, previste forme di mobilità tra l’area docente e quella ATA e viceversa, previo possesso dei requisiti necessari, nonché attivate, a domanda, concrete forme di mobilità intercompartimentale.

 

CONGEDI E PERMESSI

Va rideterminata la normativa dei congedi e dei permessi, con particolare attenzione alla più ampia armonizzazione possibile tra personale ITI e ITD.

tutela amministrativa

 

Vanno previste specifiche norme di tutela amministrativa; in primis, il ricorso gerarchico e/o la costituzione di commissioni all’interno degli organi collegiali riformati, come sede di conciliazione, con competenze anche in materia di nomina degli ITD e di mobilità.

 

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IL PERSONALE TRANSITATO DAGLI ENTI LOCALI

 

Occorre garantire la piena applicazione dell’art. 8 della legge 124/99 per il personale transitato dagli Enti locali, riconoscendo la possibilità di inquadramento economico in base agli anni di servizio al momento del passaggio; dovrà comunque essere garantito l’inquadramento più favorevole.

 

PROBLEMATICHE SPECIFICHE DEL PERSONALE DOCENTE

 

Ferie

Deve essere regolamentata la fruizione delle ferie, da consentire, in base a criteri certi e oggettivi, anche in corso di anno scolastico.

 

Tutele

Devono essere previste specifiche norme di tutela sul piano disciplinare, a garanzia della libertà d’insegnamento, costituzionalmente garantita.

 

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PROBLEMATICHE SPECIFICHE DEL PERSONALE ATA

In relazione ai vari profili professionali, sosteniamo:

 

              il recupero del differenziale del 30% previsto dall’art. 8 del CCNl, biennio economico 2000/2001, per i direttori SGA e l’inquadramento, con le anzianità già riconosciute, del responsabile amministrativo, alla data del 1° settembre 2000; occorre, inoltre, prevedere la possibilità, per i direttori SGA, di conseguire il passaggio, a domanda, nel nuovo profilo di coordinatore amministrativo;

 

• l’introduzione di figure intermedie per l’area dei servizi generali a cui affidare i compiti di coordinamento di più unità di assistenza agli alunni portatori di handicap, piccola manutenzione, pronto soccorso e primo intervento sanitario, prevenzione delle tossico dipendenze, ecc.;

 

• l’assegnazione dell’assistente tecnico a tutte le istituzioni scolastiche, senza mortificare la pianta organica dei collaboratori scolastici;

 

• la soluzione dei problemi derivanti dalla presenza di personale LSU e LPU in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso al profilo.

 

• la definizione di criteri specifici per l’individuazione del collaboratore scolastico da assegnare alle scuole dell’infanzia, in funzione delle nuove mansioni previste dal profilo (ausilio alle bambine e bambini nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale), oppure la creazione di uno specifico profilo professionale;

 

• la realizzazione del passaggio del personale nei nuovi profili di coordinatore amministrativo e coordinatore tecnico, istituiti con l’accordo contrattuale dell’8 marzo 2002, in modo da garantire pari opportunità al personale ex VI livello EE.LL. ed al personale già in servizio alle dipendenze dello Stato;

 

• l’inserimento del guardarobiere nell’area B della tabella C del CCNL Scuola.

 

È, altresì, necessario dare piena attuazione agli istituti contrattuali non ancora realizzati, ad esempio: “corsi - concorsi” per passaggi di qualifica, a norma dell’ art. 32 CCNL 26/5/99.

 

 

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