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Avvenire : L'intesa non risponde alle nostre aspettative - Intervista

Argomenti trattati: Contratto Scuola, Interviste,
Serafini (Snals-Confsal): le cifre vanno considerate al lordo e non al netto dalla mancanza di chiarezza sulle procedure alla sanzioni disciplinari ai criteri di assegnazione dei plessi.

di ENRICO LENZI

C'è stato un "no" condiviso dalla base, che ha seguito quasi in presa diretta l'andamento dell'incontro all'Aran». Elvira Serafini, segretario nazionale dello Snals-Confsal, il maggior sindacato autonomo della scuola, è serena per quel rifiuto di formare «un contratto che non abbiamo potuto analizzare in modo approfondito e il cui testo è andato viavia modificandosi nel corso del pomeriggio di giovedì e della notte». Neppure la stanchezza di quella trattativa notturna a Roma l'ha fermata dal raggiungere ieri pomeriggio Taranto per un incontro.

 

Perché lo Snals ha detto no alla forma di un contratto così a lungo atteso?

Perchè non risponde affatto alle aspettative di una categoria che è in sofferenza da molto tempo. Speravamo in risposte forti e capaci di ridare dignità all'intero comportato dei lavoratori della scuola. Ma non è stato così. Il contratto che ci hanno proposto perla firma non ci convince nè dal punto di vista normativo e neppure da quello economico.  Oggi si sparano tante cifre, senza precisare che il tutto è comunque da considerare al lordo e non al netto».

Quali sono i punti del contratto che ritenete più indigesti?

La lista è davvero lunga e ho cercato di sintetizzarla in un documento con il quale motiviamo il nostro no alla firma. Difficile indicare quali siano i più indigesti.  Lo sono tutti: dalla scarsa considerazione del ruolo degli organi collegiali alla permanenza obbligatoria nella stessa sede per un triennio facendo diventare soggettiva la mobilità, cioè legata alla data dell'incarico attribuito dal dirigente scolastico;
Serafini (Snals-Confsal): le cifre vanno considerate al lordo e non al netto dalla mancanza di chiarezza sulle procedure alla sanzioni disciplinari ai criteri di assegnazione dei plessi. E l'elenco continua guardando all'università, alla ricerca e all'intero personale docente.

Se questo è il giudizio sulla parte normativa, chissà quello sulla parte economica.

Le cifre di cui si sta parlando - dagli 80 ai 110 euro - sono sempre al lordo e che al netto diventano davvero ridicole. Di certo sono molto più basse rispetto alle aspettative di una categoria che attendeva la chiusura del contratto da ben nove anni e che si vede riconoscere un piccolo aumento, irrisorio.

Dunque bocciatura su tutta la linea. Ma ora cosa farete?

Non aver firmato è stato un gesto di coraggio, ma non potevo sottoscrivere questo contratto che tradisce non tanto le nostre aspettative di Snals, quanto quelle dell'intero comparto della scuola. È stato un atto di rispetto nei confronti della nostra base che ha seguito passo dopo passo questa trattativa, a tratti anche snervante e frustrante, e ci ha sostenuto anche in questa scelta di non firmare, come ho potuto constatare dalle centinaia di mail e messaggi che sto ricevendo in queste ore. E siamo già pronti a cambiare le cose nel 2019, visto che dopo nove anni di attesa abbiamo firmato un contratto che scadrà tra nove mesi.