Inserisci parola chiave:                      Ricerca Avanzata

  • Home > Scuola, obbligo a 18 anni: lo Snals Confsal condivide la proposta del ministro dell'Istruzione Fedeli. “Un'occasione di crescita culturale”

Scuola, obbligo a 18 anni: lo Snals Confsal condivide la proposta del ministro dell'Istruzione Fedeli. “Un'occasione di crescita culturale”

24 agosto 2017 - “L’innalzamento dell’obbligo a 18 anni – spiega il segretario generale Snals Confsal, Elvira Serafini - ci trova d’accordo, perché, oltre a rappresentare lo strumento per recuperare quel 15% di studenti che oggi abbandona le scuole secondarie, può diventare un’occasione di crescita culturale complessiva del nostro Paese”.

 

Comunicato Stampa

 

Scuola, obbligo a 18 anni: lo Snals Confsal condivide la proposta del ministro dell'istruzione Valeria Fedeli. “Un'occasione di crescita culturale”

 

“Lo Snals Confsal condivide pienamente la proposta del ministro Valeria Fedeli di portare l’obbligo scolastico a 18 anni”. E' ciò che ha dichiarato il segretario generale nazionale del sindacato Snals Confsal Elvira Serafini.

“L’innalzamento dell’obbligo a 18 anni – ha aggiunto Serafini - ci trova d’accordo, perché, oltre a rappresentare lo strumento per recuperare quel 15 per cento di studenti che oggi, per tanti e differenti motivi, abbandonano le scuole secondarie, può diventare un’occasione di crescita culturale complessiva del nostro Paese”.

“Lo Snals Confsal è convinto - ha proseguito Serafini - che l’innalzamento dell’obbligo debba passare attraverso una revisione degli ordinamenti e dei programmi d’insegnamento, con l’obiettivo di innalzare la qualità dell’istruzione e della formazione dei ragazzi”.

“Siamo certi - ha concluso Serafini - che la proposta del ministro Fedeli aprirà un confronto positivo nella società civile, che vedrà sicuramente lo Snals Confsal in prima linea con le sue proposte e i suoi contributi, nella convinzione che l’obbligo a 18 anni, se costruito in modo efficace, con un adeguato potenziamento del sistema scuola, a partire dalla valorizzazione del ruolo dei docenti, potrà rappresentare un valido traino anche per aumentare il numero dei laureati, numero che ci vede, oggi, agli ultimi posti tra i Paesi più evoluti”.

 

Roma, 24 agosto 2017                                                              l'ufficio stampa