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Scuola in subbuglio: sciopero oggi e il 20 - Il Tempo

Si prefigura un finale d'anno scoppiettante per la scuola italiana.

Si prefigura un finale d'anno scoppiettante per la scuola italiana. Oggi 132 maggio lo sciopero indetto da Unicobas a cui prenderanno parte Cobas e Gilda. E venerdì 20 maggio si replica con lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl, Uil , Snals-Confsal. Tutti i nodi della scuola, anzi della Buona Scuola vengono al pettine. Ad illustrarli ieri mattina in un incontro congiunto i segretari sindacali. Contratto, contrattazione, burocratizzazione, merito, precariato, retribuzioni: un carnet ricco che nasce dalla consapevolezza che la legge 107 non solo è carente ma deleteria perché “ha creato una serie di tensioni inimmaginabili, fibrillazioni nelle scuole” come ha sottolineato Achille Massenti segretario generale vicario dello Snals-Confsal “a causa delle mancate stabilizzazioni, dell'assenza di risorse, dell'affidare ad organi monocratici quella che deve essere una gestione collegiale”. Sbagliate pure le famose ma affrettate assunzioni di massa che invece avrebbero dovuto essere “di più di un ampio respiro” con cadenza “pluriennale”. Ha aggiunto Massenti: “Sono stati immessi in ruolo 83mila docenti e nello stesso tempo lasciati nel limbo i tanti aventi diritto. Esclusi dal concorso, in barba ai diktat dell'Europa, perfino i precari con tre anni di servizio. E poi niente assunzioni nella scuola dell'infanzia perché mancano i soldi e blackout sul personale Ata. A causa del concorso e delle assunzioni Gae, intanto, fioccano i ricorsi. La 'supplentite' poi non è sparita anzi è cresciuta del 50%. Un pastrocchio dietro l'altro: nelle immissioni di ruolo quelli con punteggio più alto sono finiti lontano da casa, quelli con punteggio inferiore, in ruolo come potenziamento, praticamente sotto casa. Ma hanno ancora poco tempo per rallegrarsi. Dal 2016-2017 anche per loro scatterà l'allontanamento. La Buona Scuola ha creato solo zizzania”. Il resto è noto: il contratto non viene rinnovato da sette anni. L'ultimo incontro tra sindacati e ministro Giannini risale al 23 settembre 2015 e così la contrattazione è andata a farsi friggere, il lavoro dei docenti è soffocato dalla burocrazia (per tre ore di docenza ci sono tre ore di scartoffie), la valorizzazione degli insegnanti non è arbitraria ma va ripensata in senso collegiale. Molto dura la posizione di Mimo Pantaleo (Cgil): “Sono saltate le regole del sistema sindacale che vanno ricostruite. Abbiamo raccolto nelle scuole circa 1.500 firme contro tutti questi punti negativi della 107. Le consegneremo al governo perché si impegni a cambiare la 107”. No sono meno teneri Maddalena Gissi (Cisl) e Pino Turi (Uil) che parla di “mutazione genetica della scuola”, di “deriva autoritarie e autonomia ammazzata”. (...)