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Valutazione dirigenti scolastici - No alla Direttiva del Miur

La bozza di direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici che il Miur ha reso nota alle OOSS nell'informativa del 4 maggio è un nuovo attacco alla professionalità e alla dignità della categoria. Ne contestiamo i contenuti sia per la parte relativa alle risorse finanziarie che sono basate su uno storno di risorse dalla posizione al risultato, violando una precisa norma contrattuale in materia, sia sulle modalità attuative centrate su una idea di dirigenza che è efficace se raggiunge gli obiettivi individuati dall'amministrazione, escludendo un ruolo attivo degli interessati in tutto il processo valutativo.

Snals Confsal, Flc Cgil. Cisl scuola e Uil scuola hanno diramato il comunicato congiunto che riportiamo in cui si manifesta il parere negativo sulla direttiva invitando i colleghi, anche per questo motivo, a partecipare compatti allo sciopero indetto per il prossimo 20 maggio.

 

 

Comunicato unitario sulla bozza di Direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici

 

La Direttiva, presentata come “bozza” alle OO.SS. dell’Area V nell’incontro del 6 maggio 2016, pur richiamando il Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione di cui al D.P.R. 80/2013, lega prevalentemente la valutazione dei dirigenti scolastici ai compiti ad essi affidati dalla legge 107/2015.

In quella sede ci sono state richieste osservazioni e modifiche, da formalizzare entro l’inizio della prossima settimana, preannunciando nel contempo un secondo momento di informazione nel corso del quale ci verrà illustrato il contenuto delle Linee Guida che, a detta dell’Amministrazione, dovranno implementare la Direttiva stessa con ulteriori precisazioni e chiarimenti operativi. Sulla Direttiva verrà richiesto il parere del CSPI.

Senza una profonda modifica del testo che ci è stato prospettato e le conseguenti specificazioni delle annunciate Linee Guida, non potremo che contrastare le disposizioni suddette in ogni sede, in quanto il progetto di valutazione presentato trasforma il ruolo del dirigente scolastico in funzionario (burocrate) statale da valutare in base al principio delle performance ideate dall’allora ministro Brunetta, che aveva egli stesso riconosciuto di non dover applicare quel modello valutativo al settore scuola, vista la specificità del contesto e della diversa natura giuridica. È chiaro che nelle intenzioni del Ministro si vuole far regredire la gestione delle scuole in senso verticistico e burocratico; una deriva che non salvaguarda l’autonomia scolastica, intesa come libertà d’iniziativa, tutela della libertà di insegnamento e apprendimento, pluralismo culturale in un ambiente indipendente ed autonomo, e rende di fatto il dirigente scolastico funzionale e dipendente dal potere Esecutivo.

Infatti, alla peggiorata condizione retributiva, alle “molestie burocratiche” e alle responsabilità sempre più pesanti che gravano sui dirigenti scolastici e che da tempo stiamo denunciando, si aggiungerà una valutazione ingiusta e offensiva che sposterà risorse dalla retribuzione di posizione a quella di risultato, in violazione della vigente normativa contrattuale, con la conseguenza che con i soldi di tutti si daranno premi a pochi.

Abbiamo già avuto modo, in più occasioni, di chiarire che nella legge 107 non c’è un adeguato ri-finanziamento del Fondo Unico Nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici con la conseguenza che :

- la loro retribuzione diminuirà nel prossimo anno e più ancora nel successivo;

- le retribuzioni medie non torneranno ai livelli del 2010;

- i dirigenti entrati in servizio dopo il 2007 continueranno ad essere pagati meno di quanto erano pagati i loro colleghi andati in pensione;

- tutti riceveranno una pensione e una liquidazione/buonuscita più bassa.

Altro che riconoscimento e valorizzazione dei dirigenti scolastici!

All’attribuzione ai dirigenti scolastici di nuovi compiti, che consideriamo sbagliati e controproducenti, seguirà una valutazione che prenderà in considerazione, tra l’altro, i risultati degli alunni e il grado di apprezzamento della comunità professionale e sociale nei confronti del dirigente.

Una valutazione che avrà il fine esplicito di valutare il dirigente per come a sua volta avrà saputo valutare l’impegno e il merito individuale del personale e che sarà esercitata nei suoi confronti dai Direttori Generali Regionali, con strumenti di garanzia attivabili solo in caso di valutazione negativa, e sulla base dell’istruttoria fatta da valutatori selezionati dall’Amministrazione (altro che valutatori indipendenti!) con criteri che nessuno ha oggi modo di conoscere.

Nessuno potrà chiedere perché è stato valutato con il giudizio “buono” e non “molto buono” o “eccellente” e molto dipenderà dagli obiettivi che la scuola avrà scelto nel Piano di Miglioramento e che saranno automaticamente assegnati al dirigente insieme ad ulteriori obiettivi scelti dal MIUR e dai Direttori Regionali.

La Direttiva delinea modalità e criteri di valutazione senza entrare nel merito degli indicatori, rinviati a linee guida che saranno emanate dai Direttori Generali del MIUR senza alcun confronto con le parti sindacali. Così come nessun confronto preventivo c’è stato sulla Direttiva, comunicata alle OO.SS. e contemporaneamente oggetto dell’ennesimo comunicato stampa trionfalistico del Ministro.

Alla contrattazione integrativa viene riservata una funzione del tutto residuale; dall’impianto della bozza di Direttiva, infatti, si deduce che la contrattazione integrativa regionale sulla retribuzione di risultato, a conclusione della procedura di valutazione, non potrà far altro che prendere atto del numero dei dirigenti scolastici inseriti in ciascuna delle tre fasce di valutazione e definire gli importi delle loro retribuzioni entro i limiti già definiti dalla Direttiva. Si tratta dell’ennesima limitazione, che consideriamo illegittima e inaccettabile, alle prerogative della contrattazione.

Non è così che si costruisce un sistema di valutazione condiviso e partecipato: il MIUR persevera nel procedere in modo unilaterale, salvo poi accusare strumentalmente le OO.SS di essere contrarie a qualsiasi percorso valutativo.

Così si porta a conclusione l’ennesima operazione mediatica che non potrà che fare danno alla scuola e ai dirigenti.

Questa è un’altra buona ragione per i dirigenti scolastici per partecipare allo sciopero del 20 maggio.

 

Roma, 10 maggio 2016

 

I coordinatori nazionali Area V – Dirigenza Scolastica

 

FLC CGIL

CISL SCUOLA

UIL SCUOLA

SNALS CONFSAL

Gianni Carlini

Mario Guglietti

Rosa Cirillo

Pasquale Ragone