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Ed ora subito il confronto per il rinnovo dei contratti

28 APRILE: MANIFESTAZIONE NAZIONALE RSU La scuola di nuovo in piazza per contratto e modi che alla 107

In questa stagione di incertezze e di attesa, Confsal e Snals sono impegnati su vari fronti e hanno portato a casa due risultati importanti. La Confsal ha recentemente sottoscritto all’Aran l’ipotesi di contratto collettivo quadro sui comparti di contrattazione e relative aree dirigenziali.

Si tratta di un accordo che risponde alle nostre richieste in quanto la riduzione dei comparti da undici a quattro segue la logica di aggregare settori fra loro omogenei. L’istituzione del comparto unico “Istruzione e Ricerca”, dove sono insieme Scuola, Università, Ricerca ed Afam, è senz’altro un importante risultato perché valorizza le specificità contrattuali dei settori del sapere.

L’ipotesi di accordo, peraltro, pone le premesse fondamentali per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da oltre sette anni. Pertanto il governo, senza più ingiustificati indugi e in ottemperanza alla sentenza della Consulta, apra subito le trattative e stanzi le risorse necessarie per valorizzare le professionalità e riconoscere a tutti i dipendenti pubblici retribuzioni adeguate. Purtroppo il Documento economico-finanziario (Def),  approvato di recente,non lascia spazio a prospettive positive, visto che le risorse per i rinnovi restano quelle previste dalla legge di Stabilità per il successivo triennio 2019/2021 (200 milioni di euro, dai quali verrebbero fuori i risibili aumenti medi lordi mensili di appena sette euro pro capite). È questa una delle ragioni più forti, oltre alle denunciate criticità della legge 107, alla base della mobilitazione in atto nelle scuole.

Lo Snals-Confsal, dal canto suo, con Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, ha firmato il contratto sulla mobilità che ha ridimensionato gli effetti della legge 107/2015, in special modo la “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico, prevedendo un’ apposita sequenza contrattuale per la definizione di procedure, modalità e criteri attuativi per l’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole.

Altro risultato non di poco conto è l’aver ottenuto, a seguito di richiesta unitaria, il ritiro della  nota ministeriale sulle visite guidate che tanto sconcerto aveva creato nelle scuole perchè assegnava ai dirigenti scolastici e ai docenti funzioni di controllo e responsabilità improprie in materia di sicurezza stradale. Una successiva circolare del Miur (vedi sotto, n.d.r.) fornisce dei chiarimenti, specificando che non sono attribuiti “..in alcun modo ai docenti e ai dirigenti scolastici nuovi compiti e conseguenti responsabilità oltre quelle contemplate dal codice civile o dal CCNI”.

Il sindacato è impegnato, inoltre, con vertenze aperte che riguardano il personale Ata, il personale docente, quello  precario e i dirigenti scolastici. Questioni che si collocano nell’ambito di un’azione sindacale di ampia mobilitazione che ha come obiettivo il superamento di molte criticità della legge 107/15: i ridotti spazi contrattuali, l’esclusione dei docenti della scuola dell’infanzia e degli Ata dalle stabilizzazioni, l’esclusione dalla partecipazione al concorso dei docenti non abilitati, il “bonus” legato al merito dei docenti. Tutti aspetti, questi,che il sindacato ha da tempo denunciato. Ora i nodi sono venuti al pettine e stanno determinando un peggioramento del clima e delle condizioni di lavoro per tutto il personale, esasperando il conflitto nelle scuole. Una delle misure più gravi e lesive, è stata individuata nel cosiddetto “bonus” che dovrebbe valorizzare il merito del personale docente di ruolo. Il compito di assegnare annualmente una somma del fondo  stabilito dalla legge 107 in 200 milioni di euro, viene affidato al dirigente scolastico, sulla base dei criteri formulati dal comitato per la valutazione dei docenti, di discutibile composizione. Noi rivendichiamo la gestione del “bonus” in ambito contrattuale, in quanto definito dalla stessa legge 107 come retribuzione accessoria e,   quindi, le risorse destinate a tale scopo non possono essere gestite con un atto unilaterale, ma devono essere oggetto di contrattazione. Fermi nel rivendicare questo principio, abbiamo elaborato con gli altri sindacati una proposta per l’utilizzazione del “bonus” e la proponiamo all’attenzione della categoria come contributo di riflessione e orientamento.

Il peggioramento delle condizioni di lavoro, il blocco degli stipendi e il mancato rinnovo dei contratti hanno  demotivato i docenti, come ha dimostrato l’ampia partecipazione alle iniziative di protesta. Un sistema premiale come questo, oltre a non salvaguardare le prerogative del collegio dei docenti, né quelle negoziali delle RSU in materia di salario accessorio, non farebbe altro che creare spaccature tra chi avrà il premio e chi ne sarà escluso, innescando, così, una serie infinita di contenziosi. Mentre questo giornale va in stampa è ancora in fase di stallo il confronto su questo che è uno dei nodi più spinosi della legge.

Auspichiamo che l’amministrazione riveda la propria rigida posizione di non negoziabilità del “bonus”.In caso contrario,la risposta potrebbe essere un nuovo sciopero nazionale su una piattaforma unitaria i cui obiettivi, oltre

al rinnovo del contratto, riguardano tutti gli altri temi sia categoriali, sia relativi all’organizzazione scolastica.

La decisione sarà presa il 28 aprile prossimo, in occasione dell’assemblea nazionale delle RSU, già programmata da tempo, che si svolgerà a Roma, in luogo, ad oggi, da definire. Invito pertanto tutte le nostre RSU e i nostri terminali associativi a partecipare attivamente all’iniziativa: un nuovo forte segnale che il governo Renzi non potrà ignorare.

Marco Paolo Nigi

Segretario generale dello Snals-Confsal

 

 

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