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Un contratto da rinnovare, una legge da riscrivere

Al via nuove iniziative sindacali di mobilitazione

Come preannunciato nel mio precedente editoriale prende il via in questa intensa fase politico sindacale una nuova stagione di mobilitazione che coinvolge tutte le scuole d’Italia. Si apre con una campagna di raccolta di firme lanciata dallo Snals e dagli altri sindacati su una petizione rivolta a tutto il personale della scuola, nel solco della positiva esperienza realizzata nel settembre 2014.  Un’assemblea nazionale, programmata per il 28 aprile prossimo, coinvolgerà  rappresentanti eletti nelle RSU e terminali associativi.

Al centro della petizione il rinnovo del contratto, fermo da quasi otto anni, la stabilità del lavoro, l’urgenza di investire sulle professionalità e di riconoscere la funzione sociale dell’insegnamento. Vertenze che si collocano nella più ampia azione sindacale che si prefigge il superamento delle numerose criticità della legge 107/2015. 

Per queste ragioni è importante aderire all’iniziativa e firmare il documento perché le firme saranno  consegnate alla Presidenza del Consiglio in occasione della manifestazione nazionale. Una grande operazione, questa, con la quale i sindacati intendono dare visibilità e sollecitare il governo a modificare le molte criticità della legge107/ 2015 e a dare risposte concrete alle numerose vertenze irrisolte della scuola, a  cominciare dal rinnovo del contratto. Tra queste il sindacato ha sostenuto la protesta dei dirigenti scolastici,  che hanno rappresentato le loro ragioni nel partecipato sit in davanti al Ministero: gli inadeguati livelli retributivi, la grave decurtazione delle retribuzioni, nonché i problemi relativi alla valutazione e al  reclutamento.

Una situazione divenuta intollerabile perché, nel frattempo, si stanno moltiplicando oneri, carichi di lavoro e connesse responsabilità. Da qui la richiesta della procedura conciliativa da parte dei sindacati e che è tuttora rimasta aperta, per reperire le risorse finanziarie necessarie a ripristinare le somme del Fun indebitamente sottratte. Una battaglia che intendiamo proseguire a sostegno della categoria e alla quale si affiancano le nostre iniziative per la tutela del personale Ata e del personale precario che recentemente hanno dato vita ai partecipati sit in organizzati in tutt’Italia davanti alle prefetture.

Accanto alle iniziative specificamente sindacali lo Snals-Confsal ha promosso una serie di azioni anche sul piano giudiziario, attivando ultimamente ricorsi collettivi al Tar del Lazio, ai quali possono aderire coloro che sono esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso a posti e a cattedre recentemente bandito, esclusione ritenuta dal sindacato illegittima.

Sul piano giudiziario evidenziamo, inoltre, con soddisfazione, la nuova vittoria conseguita dallo Snals-Confsal che per la terza volta vede accolto dal Tar del Lazio il suo ricorso contro la riduzione degli orari negli istituti tecnici e professionali, operata dal Miur con i decreti del 2010, già annullati dallo stesso Tar Lazio a seguito del primo ricorso dello Snals. Un’annosa vicenda che ha costretto il sindacato a promuovere un terzo ricorso contro il Ministero, ostinato nella sua inadempienza, che ora è tenuto a ripristinare gli orari precedenti.

Speriamo che il Miur provveda con la dovuta sollecitudine, a tutto vantaggio degli studenti, per la qualità della loro istruzione e formazione, e del personale che ha subito il taglio ingiustificato di posti di lavoro. E poi, le sentenze vanno rispettate, in primis dalle istituzioni. La Confederazione in questo periodo è impegnata nella trattativa che si sta svolgendo all’Aran sulla definizione dei comparti di contrattazione che, secondo la proposta dell’Agenzia dovrebbero essere ridotti da undici a quattro, ai quali dovrebbero corrispondere quattro aree dirigenziali. La partita è particolarmente impegnativa innanzitutto perchè la trattativa in corso è uno dei presupposti per rinnovare il contratto e poi perchè sono in gioco la rappresentatività e le prerogativesindacali.

Sfide particolarmente impegnative attendono, quindi, Confsal e Snals in questa difficile fase della politica sindacale italiana. Essa richiede più che mai il coinvolgimento, il sostegno e la partecipazione alle nostre iniziative di tutti i lavoratori iscritti e di quanti condividono le nostre idee e contribuiscono alla loro  diffusione.

 

Marco Paolo Nigi

Segretario generale

dello Snals-Confsal