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Alternanza scuola-lavoro, Confsal-Snals: sì ma attenzione a non comprimere l'istruzione di base

Intervista al segretario generale Confsal-Snals, Marco Paolo Nigi, sull'obbligatorietà dell'alternanza scuola/lavoro a partire dalle classi terze delle superiori, introdotta dalla legge 107/2015.

Alternanza scuola-lavoro, Confsal-Snals: sì ma attenzione a non comprimere l'istruzione di base

"Come sindacato siamo favorevoli all'alternanza scuola/lavoro ma è giusto che vengano sottratte ore alle materie curricolari?". E' il dubbio che avanza Marco Paolo Nigi, segretario generale di Confsal-Snals, in merito alla novità introdotta dalla legge 107, la cosiddetta Buona scuola, che rende obbligatoria l'alternanza scuola-lavoro a partire dalle classi terze delle  superiori. Proprio in queste ore Confindustria ha presentato un vademecum con le sue dieci proposte per le imprese che vogliano aprire le porte agli studenti. "Ricordo che le ore di formazione in azienda, secondo la circolare diffusa di recente dal Miur, sono almeno 400 negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 nei licei" sottolinea Nigi che avanza una riflessione. "Il punto è: quale scuola vogliamo? Che faccia cultura o che prepari al lavoro? Noi, che pure siamo d'accordo con questo aspetto della riforma, siamo però preoccupati che venga sottratto tempo alle materie curricolari". Anche da Confsal-Snals, dunque, arriva un suggerimento. "La nostra proposta è svolgere queste esperienze nelle imprese al di fuori dell'orario curricolare". Perché c'è un aspetto rilevante - spiega Nigi sottolineando un tema che gli sta a cuore dai tempi in cui insegnava - ovvero "fare in modo che la scuola prepari i ragazzi all'educazione e all'istruzione perché il Paese ha bisogno di crescita. E in questo si riesce solo con lo studio. La sequenza corretta - conclude - è educare/istruire/formare/andare nel mondo del lavoro".