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LA MOBILITAZIONE PROSEGUE: CONTRATTO E MODIFICHE ALLA LEGGE LE PRIORITÀ

24 ottobre: la scuola torna in piazza Indette manifestazioni regionali unitarie contro la Buona scuola

In questa delicata fase il sindacato sta concentrando la sua azione su un duplice fronte: quello interno,

nell’ambito dei suoi organi statutari, per una profonda riflessione sui contenuti della legge 107 e la messa a punto di nuove strategie di lotta; quello esterno, che vede il sindacato impegnato nel confronto con le istituzioni per cercare di modificare le criticità più volte denunciate della legge, e nel prosequio della mobilitazione con iniziative tese a correggere la riforma e a ottenere il rinnovo del contratto di lavoro.

A questi interventi si accompagnano le impugnative legali per annullare gli aspetti incostituzionali della legge medesima.

Un impegno, quindi, a tutto campo con cui il sindacato cerca di arginare l’attacco sferrato dal governo al mondo della Scuola. Con la loro partecipazione compatta alle azioni sindacali già attuate gli operatori scolastici hanno palesemente dimostrato di rifiutare il modello verticistico e autoritario proposto dal governo, inapplicabile in un comparto come la Scuola che svolge una fondamentale funzione istituzionale e non può essere declassata a mero servizio.

Per noi, serietà degli studi, autorevolezza, dignità professionale costituiscono i pilastri sui quali si deve  rifondare la scuola per recuperare il proprio valore e il ruolo centrale che le spetta nella società. Principi questi fondanti la nostra piattaforma rivendicativa che anche gli altri sindacati hanno condiviso. Ma l’obiettivo è perseguibile solo se passa attraverso la giusta valorizzazione dei suoi operatori.

La categoria attende, quindi, risposte positive sia sul piano del buon funzionamento della scuola,sia sul piano del rinnovo del contratto di lavoro. Vanno poste le condizioni per il necessario recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, le più

basse in Europa, e per dare certezze normative, vista la continua invasione delle ultime leggi nel campo contrattuale, anche sul piano economico e sull’orario di servizio. È quanto abbiamo rappresentato e chiesto con forza al ministro Giannini, nel recente incontro di informativa su temi molto delicati, ma non abbiamo ricevuto risposte esaurienti. Prendiamo atto, per l’ennesima volta, della volontà del ministro e del governo di eludere un confronto serio, ma questo ci rafforza nell’impegno di continuare a sostenere le rivendicazioni del personale che vuole essere protagonista dei processi di riforma e non passivo esecutore di innovazioni confuse e superficiali, ideate da chi sembra non conoscere la scuola e i suoi problemi. La mobilitazione proseguirà, pertanto, fuori e dentro le scuole con le assemblee e le manifestazioni programmate, anche specifiche per categorie, all’insegna di quell’unità sindacale che lo Snals-Confsal ha fortemente voluto e di cui è stato artefice e che rappresenta l’unico baluardo per la  difesa dei diritti costituzionali di tutto  il personale e della Scuola quale istituzione dello Stato.

 

COLLEGHI, PARTECIPATE COMPATTI ALLE AZIONI SINDACALI!

 

Marco Paolo Nigi

Segretario generale dello Snals-Confsal

 

 

 

 

 

 

 

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