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Personale della scuola. Istituti tecnici e professionali, il Tar Lazio ordina al Miur di rivedere gli orari ridotti - da SCUOLA 24 de Il Sole 24 ore

...quanto sancito dalla sentenza del Tar Lazio dello scorso 5 maggio che ha accolto il ricorso in ottemperanza presentato dai legali dello Snals-Confsal

Personale della scuola. Istituti tecnici e professionali, il Tar Lazio ordina al Miur di rivedere gli orari ridotti - Articolo su SCUOLA 24 de Il Sole 24 ore dell'8 maggio 2015

 

    08/05/2015

PERSONALE DELLA SCUOLA.

Istituti tecnici e professionali, il Tar Lazio ordina al Miur di rivedere gli orari ridotti

di Andrea Alberto Moramarco

Il ministero dell’Istruzione deve rivedere le proprie decisioni in ordine alla riduzione degli orari di insegnamento negli istituti tecnici e professionali, pena il commissariamento. Questo è quanto sancito dalla sentenza del Tar Lazio dello scorso 5 maggio che ha accolto il ricorso in ottemperanza presentato dai legali dello Snals-Confsal.

La questione

L’azione giudiziaria si era resa necessaria in seguito alla perdurante mancata esecuzione della sentenza 3527/2013 del Tar Lazio che aveva già annullato le disposizioni amministrative di riduzione dell’orario scolastico per le materie professionalizzanti degli istituti tecnici e professionali, in quanto adottate senza l’individuazione dei criteri di riduzione. Si trattava nello specifico dei D.p.r. 87 e 88 del 2010 e dei decreti interministeriali 61 e 62 del 2010 con i quali, appunto, veniva attuata la riduzione dell’orario di tali istituti senza che fossero indicati i criteri alla stregua dei quali effettuare tale intervento. Per il sindacato l’annullamento di tali disposizioni da parte dei giudici amministrativi nel 2013 avrebbe dovuto indurre il Miur a «considerare ripristinata per il futuro anno scolastico 2014/2015 la situazione ordinamentale degli istituti tecnici e professionali antecedente all’annullamento». Per il Miur, invece, come chiarito in una nota del marzo 2014, non era necessario alcun adeguamento in quanto la sentenza del Tar Lazio era intervenuta «all’approssimarsi dell’anno scolastico 2013/2014 nel quale trova conclusione il sistema ordinamentale previgente», mentre per gli anni scolastici successivi il consolidamento delle riduzioni orarie degli insegnamenti sarebbe salvo perché il riordino del secondo ciclo previsto dall’articolo 64 del D.l. 112/2008 era ormai già entrato a regime.

Le motivazioni

Il Tar non condivide la tesi del Ministero e ritiene sussistente una elusione del giudicato. I giudici sottolineano come l’obiettivo dell’annullamento dei regolamenti e dei decreti ministeriali impugnati era quello di «stigmatizzare che le disposizioni relative alle riduzioni orarie […] fossero state adottate seccamente e senza l’indicazione di alcun criterio e ciò comportando le ovvie ricadute in termini di dimensionamento scolastico e di riduzione dei quadri organici del personale docente ed Ata». Pertanto, Il Tar ribadisce l’obbligo del ministero di individuare i criteri per la riduzione e di adeguarsi alla pronuncia del 2013, nominando già il prefetto di Roma quale commissario in caso di inesecuzione di tale obbligo.

Il commento

Soddisfatto del proprio operato e allo stesso tempo polemico nei confronti del Ministero, Marco Paolo Nigi, segretario generale dello Snals-Confsal, come si legge nel comunicato stampa del sindacato, ha così commentato la sentenza del Tar: «Ancora una volta, nonostante una sentenza favorevole passata in giudicato, siamo stati costretti a ricorrere allo strumento giudiziario per la tutela degli insegnanti e la salvaguardia del livello qualitativo della formazione degli alunni. Il nostro impegno è stato premiato».