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Continua la mobilitazione contro un ddl che affossa la scuola

In mancanza di risposte, blocco degli scrutini

Il riuscito sciopero e le massicce manifestazioni che lo hanno accompagnato hanno visto la protesta corale del mondo della scuola. Una vera e propria rivolta di cui il governo non può non tenere conto. L’80% degli operatori scolastici, con il sacrificio di una giornata di lavoro, ha dato un segnale forte ad un governo che ha presentato un progetto di riforma  senza coinvolgere chi nella scuola vive e lavora: 

non solo docenti e Ata, ma anche studenti e famiglie. E qui voglio ringraziare  quanti con la loro partecipazione hanno contribuito a realizzare un’adesione “storica” allo sciopero contro un disegno di legge che affossa la scuola invece di migliorarla.

La scuola ha risposto in modo straordinario perché nel provvedimento non vede realizzato quello di cui ha veramente bisogno e cioè: stabilizzazione di tutto il personale; adeguamento degli stipendi, umilianti nel confronto europeo perché il contratto è fermo da sette anni; restituzione della dignità, dell’autorevolezza e della considerazione sociale; risorse economiche adeguate per garantire un’offerta formativa di qualità.

Da tempo chiedevamo un confronto che non c’è mai stato. Dopo lo sciopero e le pressanti richieste dei sindacati, il Partito Democratico ha incontrato i sindacati, con l’obiettivo di approfondire i punti del ddl in discussione alla Camera. Abbiamo illustrato le nostre richieste di modifica insistendo, in particolare, sulla necessità di tornare alla serietà degli studi, sulla base del binomio diritto allo studio-dovere di studiare; rinnovare il contratto, fornire alla scuola risorse umane, economiche e strutturali e garantire la stabilizzazione del precariato. Abbiamo invitato, inoltre, ad abbandonare ogni ipotesi di gestione autoritaria della scuola, affidando superpoteri ai dirigenti scolastici, e a far cessare l’incursione legislativa nella sfera contrattuale.

Ovviamente ci siamo dichiarati d’accordo sulle 100mila assunzioni, ma abbiamo chiesto un piano pluriennale che non escluda nessuna tipologia di precariato, e ribadito, ancora una volta, la richiesta di fare un decreto urgente sulle assunzioni, visto che il 1° settembre è alle porte e si rischia di non farle in tempo utile.

Ci siamo dichiarati favorevoli anche sull'organico funzionale, che però dovrebbe essere pluriennale, ma abbiamo detto un deciso no all'assunzione diretta degli insegnanti, un punto sul quale non c’è stata alcuna apertura da parte dei nostri interlocutori. Abbiamo inoltre ribadito il nostro netto dissenso sulla totale assenza nel provvedimento del personale

ATA e degli insegnanti della scuola dell’infanzia.

Sulle assunzioni sono stati promessi degli emendamenti per fare in modo che tutti i precari possano essere sistemati. Ma le promesse dovranno essere verificate nei testi finali del ddl. In sostanza, sui punti inaccettabili del ddl, nonostante  alcuni segnali di apertura, non c’è stato alcun passo avanti.

Per questi motivi chiediamo, con gli altri sindacati scuola, un confronto vero con il Governo, nostro diretto interlocutore e,  nel contempo, seguiremo con attenzione il dibattito parlamentare in corso. La mobilitazione, quindi, continua con varie iniziative in tutte le realtà territoriali, fino a interessare le attività di scrutinio finale, se non arriveranno risposte adeguate .

 

Marco Paolo Nigi

Segretario generale dello Snals-Confsal

 

 

 

 

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