Inserisci parola chiave:                      Ricerca Avanzata

  • Home > Il ddl di riforma della scuola.... Interviste del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi

Il ddl di riforma della scuola.... Interviste del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi

Intervista su RadioRadio.it del 4/5/2015
Intervista su RAI Radio1 - Speciale - dell'1/5/2015

Nel giorno del 1° maggio e all'alba dello sciopero, le dichiarazioni di Nigi sulla riforma della scuola

Intervista del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi, a RadioRadio.it

Questa mattina, 4 maggio, alle h. 11,05, su RadioRadio (www.radioradio.it), nel programma radiofonico "UN GIORNO SPECIALE", condotto da Enrico Silvestrin e Stefano Molinari, è andata in onda un’interessante e ricca intervista, in collegamento telefonico, del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi, partendo dallo sciopero generale unitario che si farà domani, sui temi più importanti della scuola: riforma, rinnovo dei contratti, precariato, rivalutazione degli stipendi, edilizia scolastica, ecc.

L’intervista è ascoltabile scaricandola dal seguente link MP3 Radio Radio 4/5/2015 h.11,05  (v. trascrizione più sotto)

 

 

 

Intervista del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi, a RAI Radio1 del 1° maggio 2015

Durante la trasmissione su RADIO RAI - Speciale GR1 - Le piazze del Primo Maggio, del 1° maggio u.s., andata in onda dalle h.10,00 alle h.13,00, è intervenuto il prof. Marco Paolo Nigi, Segretario Generale SNALS-Confsal, rilasciando le sue dichiarazioni sul 1° maggio, festa dei lavoratori, in un momento così delicato del lavoro, a causa della disoccupazione e del precariato.

Potete ascoltare l’intervento di Nigi al link   http://www.specialeradio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-2cc16350-0b94-4841-845d-ab76dfa85063.html,    al minuto 44,40 oppure al seguente link MP3 RAI Radio1 Speciale 01-05-2015 (v. trascrizione più sotto)

 

                              ****Trascrizioni interviste****

INTERVISTA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLO SNALS-CONFSAL, MARCO PAOLO NIGI, A RADIORADIO.IT DEL 4/5/2015

Buongiorno. Abbiamo con noi Marco Paolo Nigi, Segretario Generale SNALS-Confsal

MPN: Buongiorno

Era tanto tempo che non c’era uno sciopero così massiccio, dal 2007.

MPN: Sì, era dal 2007, uno sciopero unitario di tutti e cinque i sindacati rappresentativi della scuola.

Ecco quali sono i motivi per spiegarli a chi è più lontano dal mondo della scuola?

MPN: Solo una puntualizzazione su quello che Lei ha riferito del Presidente del Consiglio. Prima di tutto il Presidente dovrebbe imparare a non fare ricatti, primo.

Secondo. Non è vero che lui assume, con atti, 100mila persone. Gli cambia il contratto: da tempo determinato a tempo indeterminato. Quindi non sono nuove assunzioni e se fossimo nel pubblico impiego non ci sarebbe nessun vantaggio. Anzi ci sarebbe il pregio che il datore di lavoro risparmia 8mila euro all’anno per questi che passano da tempo di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato. Nella pubblica amministrazione, quando il padrone è lo Stato, non applica le cose favorevoli che invece vengono applicate nel privato. Quindi non è assolutamente vero che sono 100mila posti: ma significa che sono 150mila precari che aspettano da anni di trasformare, come si deve, il lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Questa è la prima puntualizzazione sul servizio che ho sentito e avete mandato in onda e una risposta al Presidente. Smetta di fare degli slogan, ma faccia una vera riforma. La vera riforma non è questa. Questa è semplicemente una cosa ridicola che va a affossare la scuola, cioè a peggiorarla invece di migliorarla Per questi motivi noi facciamo uno sciopero e sarà massiccio.

Allora quello delle assunzioni l’ha spiegato, però perché, secondo lei, la riforma che intende fare il Governo affosserà la scuola?

MPN: Perché la scuola ha bisogno di tranquillità, ha bisogno di fare il proprio lavoro e non lo fa. Primo, perché ha il 20% quasi di persone supplenti e precarie ed è un fatto negativo; come si fa a far cambiare qualcosa a persone che vengono assunte il 10, il 20 di settembre e licenziate il 30 di giugno, e non sanno - poi succede di sì - se vengono riassunte l’anno successivo, e riassunte di anno in anno… La prima obiezione è questa e siccome il Presidente ha scelto la strada di un disegno di legge, il 1° di settembre non ce la farà a immettere in ruolo neanche i 100mila. Se ricordate era partito con 148mila, poi 120, ora sono a 100… ora siamo a niente! Perché la scuola ha bisogno di tempi: il 1° settembre incomincia l’anno scolastico e se non si fanno delle operazioni antecedenti a questo in tempi brevi, il personale precario non potrà accedere al ruolo a meno che non faccia un decreto legge.

Poi non vi piace il ruolo dei presidi, se non sbaglio, vero?

MPN:  No, non sono i presidi; il fatto determinante è che si modifica il contratto di lavoro senza i sindacati, senza i lavoratori. Ma lo fa per legge il Governo per vedere di mettere insieme un pensiero unico  e noi siamo contrari a questo pensiero unico. Assolutamente: non può il Governo modificare le regole contrattuali senza sentire i sindacati. E questo lo sta facendo perché, per esempio, quando si dice nel d.d.l. che si vorrebbe introdurre la valutazione del merito degli insegnanti, ma noi siamo d’accordo nel cercare di trovare un sistema di valutazione, ma non può essere quello affidato al capo di istituto perché non ha queste caratteristiche.

Ci scrivono “non saranno nuove assunzioni, però almeno dei precari diventano a tempo indeterminato. Non ci va mai bene niente …” è un nostro ascoltatore che ci scrive.

MPN: E cosa gli cambia? Ha fatto bene a scriverlo. Allora, a tempo indeterminato: c’è un lavoratore che per 10 anni gli viene pagato l’iniziale di stipendio per sempre. Se entra in ruolo, cioè a tempo indeterminato, dopo 9 anni gli viene, se ce l’ha, riconosciuto uno scatto di anzianità che non è uno scatto automatico ma è legato all’aumento dell’anzianità che è elemento di grande professionalizzazione e qualcuno ci deve spiegare che l’anzianità non è elemento professionalizzante. Cos’è l’elemento professionalizzante per dare di più? Capisco l’obiezione di questo ascoltatore che scrive, però si può tenere conto anche della Corte Costituzionale che ha riferito che non si può tenere per tanto tempo le persone a tempo determinato e c’è il Governo sotto sanzione se non li immette in ruolo... La sanzione poi se la prende, è molto facile. Questo Governo è già sanzionato per la legge Fornero … E ci vogliono 10miliardi per sistemare un errore che ha fatto il Governo e quindi, se ne vuole fare ancora un altro, tenga questi precari fuori della scuola, cioè fuori dal tempo indeterminato, così avrà sicuramente anche una sanzione dall’Europa e dalla Corte Costituzionale alla quale anche noi ci siamo rivolti per questo, perché noi vogliamo che duri poco il lavoro a tempo determinato, ma se il posto è libero e vacante ma perché si deve tenere gente per risparmiare che tenerli  schiavi… Questa è una domanda che io vorrei fare questo ascoltatore.

Nigi le voglio fare io invece una domanda. Lei è piuttosto lapidario e sostiene appunto che questa riforma affosserà la scuola, e dall’altro lato, dice che è molto difficile trovare un interlocutore in Matteo Renzi che va per la sua strada senza ascoltare i sindacati; le chiedo, secondo lei, quale sarebbe la giusta riforma per la scuola?

MPN: La giusta riforma noi l’abbiamo data da tempo e non costerebbe niente. Praticamente, noi vogliamo nella scuola una serietà degli studi, vogliamo la restituzione dell’autorevolezza alla scuola e non lo sbeffeggiamento che succede di continuo. Ma come si fa a lavorare per una Buona scuola quando io docente dico al ragazzo o all’alunno o al bambino “non ti impegni, non va bene, tu non ci arrivi nelle cose, bisogna che ti impegni di più”. Questi torna a casa, parla ai genitori che l’indomani mattina mi vengono a trovare e mi danno dell’imbecille! Non si può andare avanti così! La scuola deve avere la sua autorevolezza e la società deve riconoscere il ruolo importante che la scuola ha in un paese democratico e civile. Questo non sta succedendo, questa è la riforma. Non costa nulla. Basta cambiare mentalità e consentire ai docenti e al personale ATA di fare il loro lavoro, tranquillamente e non con l’affanno e poi pagati con quattro soldi!

Oh, quattro soldi. Però c’è chi ci scrive “Io faccio l’agente di commercio. Ma se mi offrono 23 mila euro lordi annui per 6 ore massimo di lavoro giornaliero, giorno libero e 70 giorni di ferie all’anno faccio subito a cambio”. Ecco, c’è questa sensazione…

MPN: Si facciamo a cambio! Ma lui ha la possibilità di guadagnare molto di più se lavora di più! Qui non esiste e non si può fare il paragone tra un impiego fisso e un artigiano o un commerciante. Non significa nulla. Perché io allora posso dire che l’artigiano o il commerciante magari “non fa” tutto il lavoro fatturato… Mettiamola così, se si vuol fare un paragone. Ma non si può fare il paragone. Bisogna fare un paragone con figure simili, magari in Europa. Andiamo a vedere quanto prendono in Germania: a lordo sono uguali, ma è al netto che cambiano, perché noi abbiamo il 60% di tasse. Ce le hanno tutti  questo 60% di tasse, certo, perché questo è uno Stato che ha perso la testa e ha riempito di tasse per tappare i buchi della spesa pubblica, e quindi è un problema, ma non si può paragonare. Paragoniamo per le stesse categorie. Le voglio fare un esempio; la Germania gliel’ho fatto, ma in Francia, in Spagna, in qualunque parte, addirittura i Paesi dell’Est, in Russia, a Mosca si guadagna 3 volte quello che si guadagna in Italia, perché si investe nella scuola! Qui si pensa che la scuola sia una spesa. E l’errore è lì. E Matteo Renzi lo dice in giro, ma poi non concretizza… La scuola è un investimento per il Paese e negli investimenti non si possono fare i tagli. Ma lo sa l’opinione pubblica che sono stati tagliati 133mila posti nella Scuola e nessuno ha detto niente? E va tutto bene e abbiamo così riempito le classi di alunni e diventano quelle che ironicamente vengono dette “classi pollaio”. Tanto non importa educare, non importa insegnare, è importante “posteggiare”, e questo deve finire! La vera riforma è questa: cambiare il posteggio in una comunità educante per la crescita civile, morale e intellettuale del Paese. Questo è il ragionamento.

Nigi, se continuerete ad essere bypassati da Matteo Renzi, dal Governo, e visto che lei si ribella alla logica del ricatto, le chiedo, per provocazione, c’è un controricatto che voi potreste fare proprio per non  essere messi alle strette? come si potrebbe ricattare e mettere voi alle strette Renzi? però, proprio a una provocazione…

MPN: Noi non vogliamo ricattare nessuno… Vogliamo che si apra un tavolo di lealtà, vogliamo riaprire i contratti. Ci rendiamo conto che questa parte di categoria di lavoratori, quasi 3milioni e mezzo, fra la scuola che conta 1milione e 300 dipendenti, la più grande azienda del Paese, e i 3milioni e mezzo fra tutti di pendenti pubblici, privatizzati e non, parlo anche delle forze di polizia, ecc., sono sette anni che non firmano un contratto? e che il loro stipendio è stato eroso dal rincaro forte del costo della vita che c’è stato in questo periodo? Allora noi non vogliamo ricattare il Governo, noi vogliamo aprire le trattative del rinnovo dei contratti. Noi vogliamo sederci a un tavolo, perché i sindacati insieme al padrone, al datore di lavoro, stabiliscano delle regole del gioco. Li non ci sono più regole, ognuno fa come vuole, si inventano le cose più assurde e nel progetto della Buona Scuola ci sono le cose più assurde. Quindi è questo che vogliamo. Come abbiamo, per esempio, fatto sull’anzianità. Noi abbiamo portato al Presidente del Consiglio 350mila firme, con nome, cognome, indirizzo, dove insegnano, e il personale docente, che tra l’altro, per esempio, è trascurato nel disegno di legge, non se ne parla nemmeno, come se non esistesse, anche questa è una cosa gravissima…,  con quelle 350mila firme noi avevamo detto “NO all’abolizione dell’anzianità come elemento professionalizzante”. Cosa ha fatto il Governo? Lì per lì ha detto che non gli importava, andava avanti, con forza, non guardava, non aveva paura, portate quello che volete, non interessava a nessuno… e intanto noi però abbiamo riottenuto gli scatti di anzianità per il 2014, 2015, 2016. Vede, allora, che un momento di discussione deve esserci. Invece qui no. Il Governo fa come gli pare, piglia, mette e cambia, fa la legge, cambia orari, cambia tutto,….. e il sig. commerciante che diceva prima che lavora 6 ore al giorno, io gli posso dire che anche noi lavoriamo 6ore al giorno, forse di più, perché non abbiamo solo il lavoro frontale con gli alunni, abbiamo tutto il resto, il lavoro a casa, …. ce lo facciano fare a scuola così risparmiamo anche la luce di casa, il riscaldamento. Ce lo facciamo fare a scuola, con ambienti idonei, e certo non negli ex conventi che cascano dalla mattina alla sera, e ogni tanto crolla un tetto, e non si fa nulla, ma si fa tanta propaganda... “Ora 3mila scuole, tutto a posto”… [Renzi] fece l’apparizione mandando una lettera e chiedendo a 10mila sindaci dei comuni una scuola da riparare in ogni città che le avrebbe fatte riparare. E lo ha fatto?... Bel discorso… Ha fatto solo propaganda! e le scuole cadono! E dentro  ci sono i nostri bambini, i nostri ragazzi…

E’ strano che questi discorsi non li capisca Matteo Renzi, perché parlate pure la stessa lingua,  tra l’altro…

MPN: Eh, ha ragione, si parla la stessa lingua ma io  son nato “di qua d’Arno”, e lei sa la differenza di chi nasce “di là d’Arno”? e lui è nato “di là d’Arno” e non mi può paragonare…

…è un po’ provinciale, eh, come a Roma che chi è nato da un lato o l’altro del Tevere, fa differenza…

MPN: Sì, come a Trastevere, “di qua del Tevere”, “al di là del Tevere”…

No, era una battuta, che essendo anche lei fiorentino…

MPN: Ma la storia del “di là d’Arno” è molto vecchia. Di qua d’Arno” c’erano i cittadini che ragionavano, e “di là d’Arno” c’erano i villani. Questa è la storia di Firenze…

… quindi, è un villano?

MPN: No, non ho detto che il Presidente è un villano. La storia dice che chi stava “di là d’Arno” è un villano, eh! … io sono nato in piazza del Duomo per cui sono “di qua d’Arno” e sono un cittadino…

Ah! guardi, questo l’ho sentito, l’ho riconosciuto io che non sono fiorentino, si figuri. E allora una cosa importante è questa: smettiamola di…

MPN: Ma non mi dispiaccio io di essere fiorentino, eh?

Ci mancherebbe! dovrebbe essere orgoglioso.

MPN: Be’ orgoglioso no, ma non mi dispiaccio!

La cosa importante è smettiamola di considerare la scuola come una spesa ma consideriamola un investimento. E’ il futuro dell’Italia e questa è una cosa importante. E poi pure quell’altra cosa che ha detto lei, il fatto che “dite che stiamo poco a scuola? Fateci correggere i compiti a scuola, così risparmiamo anche elettricità”… e così si vede quanto si lavora veramente.

MPN: E magari anche le penne! e altro, visto che i genitori portano la carta igienica a scuola, perché la scuola è in mutande, non gli viene dato nessun soldo, nessuna risorsa, stiamo ragionando su cose che non esistono…

Nigi, grazie e in bocca al lupo!

MPN: Grazie a voi, buon lavoro e buona giornata.

*  *  *  *  *  *  *

INTERVISTA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLO SNALS-CONFSAL, MARCO PAOLO NIGI, A RAI RADIO1 DEL 1° MAGGIO 2015

I sindacati autonomi riuniti nella Confsal parlano di giorni tristi per il mondo del lavoro. Mentre lo SNALS si prepara alla battaglia contro la riforma della scuola, lo abbiamo sentito anche nei discorsi dei confederali da Pozzallo. Stefano Marcucci, allora, ha intervistato il Segretario Generale Marco Paolo Nigi. Sentiamolo:

Non siete in piazza oggi, perché?

MPN: non siamo in piazza oggi perché qui non c’è da festeggiare il lavoro, ma c’è da piangere sulla situazione del lavoro. Un conto sono i discorsi, un conto sono i fatti. È un fatto che il documento di economia e finanza per il 2015 sia debole per quanto riguarda la crescita, sia assolutamente iniquo nei confronti dei lavoratori e dei pensionati, sia pure ingiusto nei confronti dei contribuenti onesti.

Come sindacati autonomi, voi avete una vostra piattaforma?

MPN: per creare nuovi posti di lavoro bisogna rinnovare il contratto di milioni di lavoratori fermi. I contratti sono fermi sia nel privato che nel pubblico. Se poi si applica una buona riforma fiscale, come vorremmo noi, con la diminuzione del carico dei redditi, che è diventato intollerabile il carico fiscale, si potrebbe uscire dalla crisi. Il Governo però ritarda su questi due fronti.

Voi però sarete in piazza il 5 maggio sui temi della scuola

MPN: sì, è un’azione unitaria perché il disegno di legge sulla scuola è una schifezza, perché invece di migliorare la scuola la affossa.

Parlando di lavoro, il numero messo in campo dal Governo è 100 mila assunzioni dei precari previste dalla scuola

MPN: sì, la scuola ha dei tempi: utilizzazioni, trasferimenti e quant’altro che oramai si sono già superati e ormai quei 100 mila che dice il Governo non sono più praticabili, a meno che il Governo non faccia un decreto legge per mettere in ruolo o a tempo indeterminato quelle 100 mila persone. Ma sia chiaro che non sono nuove assunzioni, questi lavorano già. A dire la verità sono 150 mila quelli che lavorano...