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CONFSAL ACCETTA LA SFIDA DI RENZI (da ITALIA OGGI del 15-10-2014)

Argomenti trattati: Stampa Confsal, Diritti sindacali, Governo,
Sì a una legge sulla rappresentanza sindacale e potenziamento della contrattazione decentrata. Confsal: Su questi temi sollecitiamo un confronto a Palazzo Chigi

   da ITALIA OGGI del 15-10-2014

 

Sì a una legge sulla rappresentanza sindacale e potenziamento della contrattazione decentrata 

CONFSAL ACCETTA LA SFIDA DI RENZI 

Su questi temi sollecitiamo un confronto a Palazzo Chigi 

In questi ultimi giorni, il premier Renzi ha dichiarato di voler aprire un confronto con le confederazioni sindacali sulla legge per la rappresentanza sindacale e sul potenziamento della contrattazione di secondo livello. Due annose questioni che, almeno finora, non hanno visto concordi le maggiori confederazioni sindacali. 

A questa "sfida" del presidente del Consiglio la Confsal non solo non si sottrae ma la coglie in pieno, avendo su questi temi manifestato da tempo una posizione chiara e articolata. 

Ed è per questo che auspica l’immediata apertura di un tavolo di confronto fra governo e parti sociali (tutti i soggetti rappresentativi sindacali e datoriali) dove vengano affrontate le due questioni politico-sindacali e dove la Confsal - soggetto sindacale autonomo largamente rappresentativo dei lavoratori del pubblico e del privato, oltre che soggetto generale delle politiche del lavoro e del welfare - porti il suo contributo responsabile e le sue proposte. 

A sua volta, la Confsal "sfida" il premier Renzi sulla "legittima" tenuta delle relazioni sindacali e, in particolare, sul metodo dell’inclusione, secondo criteri oggettivi - utilizzando i dati Cnel e Inps -, di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative. 

Ci permettiamo di ricordare al presidente del Consiglio che il peggiore atteggiamento "ideologico" è costituito dal mancato ascolto o, peggio, dall’esclusione immotivata di soggetti legittimati da un tavolo di confronto fra istituzioni e parti sociali. 

Pertanto, la Confsal chiede la parità di trattamento con le altre confederazioni sindacali rappresentative. Non vorrebbe registrare un’ulteriore grave esclusione che, a questo punto, avrebbe il significato di un’inaccettabile discriminazione. 

Tornando al tema della legge sulla rappresentanza, finora sostenuta con convinzione da Cgil e Confsal, riteniamo che, per il buon esito della via legislativa, possa essere fondamentale e funzionale il Testo unico sulla rappresentanza sindacale sottoscritto il 10 gennaio 2014 da Confindustria e da tutte le maggiori confederazioni sindacali, inclusa la Confsal. 

Infatti, nell’accordo si stabilisce, tra l’altro, che la rappresentatività di ciascun sindacato si calcola in base alla media percentuale fra il numero degli iscritti e i voti riportati alle elezioni delle RSU. 

La soglia del 5% consente la partecipazione ai negoziati e l’eventuale sottoscrizione dei contratti. Il contratto nazionale è ritenuto valido ed esigibile erga omnes se sottoscritto dal 50%+1 della rappresentanza sindacale. 

C’è anche da considerare che la questione della rappresentanza e rappresentatività sindacale è legata al potenziamento della contrattazione decentrata secondo l’accordo ínterconfederale fra Confindustria e sindacati rappresentativi, inclusa la Confsal, del 28 giugno 2011, recepito nel recente Testo unico sulla rappresentanza. 

La Confsal ritiene che l’iniziativa del premier possa rendere possibile il varo di una legge-quadro sulla rappresentanza e rappresentatività sindacale al fine di costruire un sistema universale e omogeneo di relazioni industriali, basato sulla certezza della titolarità dei soggetti per l’accesso ai negoziati e per la sottoscrizione dei contratti, nonché sulla cogenza delle norme contrattuali e privatistiche. 

La Confsal, inoltre, sostiene che sia possibile una mediazione fra le diverse proposte delle parti sociali sul potenziamento della contrattazione di secondo livello. Si tratta di affrontare e di risolvere la questione centrale del rapporto fra la normativa contrattuale nazionale e quella decentrata, prevedendo la materia negoziale dei due livelli ed eventuali specifiche deroghe. 

Nei prossimi giorni potremo verificare se alla "sfida annunciata" il premier Renzi farà seguire l’apertura di un tavolo a Palazzo Chigi di autentico e franco confronto sui due temi che riguardano la democrazia economica e il pluralismo sindacale, due questioni centrali di rango costituzionale.