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Aprire le scuole il pomeriggio? - Intervista del Segretario Generale SNALS-Confsal, M.P.Nigi, su Radio24

Quante attività potrebbero svolgersi nelle nostre scuole di pomeriggio? Studenti e ragazzi nella stragrande maggioranza dei casi affidano la gestione delle proprie attività pomeridiane ai genitori, che devono accompagnarli in palestra o a corsi di ogni tipo. Sentiamo la proposta del segretario generale Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi

Aprire le scuole il pomeriggio?” Intervista del Segretario Generale SNALS-Confsal su Radio24 Melog

 

   

Nella rubrica MELOG di Radio24, condotta da Gianluca Nicoletti, in onda alle ore 12,30 dell’edizione di oggi 8 aprile, abbiamo ascoltato un interessante intervento del Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi intitolato “Aprire le scuole il pomeriggio?

Sul sito della trasmissione (che può essere riascoltata al link http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/melog/2014-04-08/aprire-scuole-pomeriggio-131213.php?idpuntata=gSLApfGxe&date=2014-04-08 ) si legge: 
Quante attività potrebbero svolgersi nelle nostre scuole di pomeriggio? Studenti e ragazzi nella stragrande maggioranza dei casi affidano la gestione delle proprie attività pomeridiane ai genitori, che devono accompagnarli in palestra o a corsi di ogni tipo: possibile che un luogo attrezzato di spazi per l'attività fisica e con aule non possa essere utilizzata anche negli orari extra mattutini, in modo organizzato e pianificato? 

Sentiamo la proposta del segretario generale Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi.
Nigi: Mi sono posto questa domanda perché effettivamente, al di là della scuola come istruzione, quindi come corso curriculare, manca alla scuola tutta quella parte di attività culturali, ludiche, formative, ricreative altrettanto importanti nella formazione; e poi  potrebbero essere fruite non solo dagli studenti ma anche dagli adulti del territorio. E’ giusto che si possa aprire la scuola dalla mattina alle 8 alla sera alle 20, non certo per studiare anche il pomeriggio, poiché non è un’idea di un tempo pieno, no, quest’idea non la condivido, ma perché c’è lo spazio per l’istruzione e c’è anche uno spazio e un tempo per fare attività diverse, il tempo per fare attività meno impegnative ma altrettanto valide.  E’ un tempo diviso in tre segmenti: di cui il primo, nella mattina, la parte importante dell’istruzione con gli studi curriculari, ma tornando alla serietà degli studi, con un impegno maggiore anche per gli alunni che si devono dedicare alla scuola con più impegno; il secondo e un terzo nel pomeriggio con attività culturali, ludiche, formative, sportive.

Nicoletti, parla di uno switch della scuola, cioè, nel pomeriggio la scuola diventa un’altra. Lancia la domanda ai radioascoltatori nel caso potessero fruire delle strutture scolastiche il pomeriggio fino alla sera quali attività vorrebbero poter fare. Seguono diverse risposte e messaggi.
Si rivolge poi a Nigi, chiedendo in sostanza, se questa proposta della fruibilità pomeridiana delle scuole, che il Segretario ha già sottoposto agli altri ministri dell’istruzione, sia stata sottoposta anche al Min. Giannini.
Nigi: Certo, mi sono fatto avanti con l’attuale Ministro e aspetto un incontro per parlare di questa proposta. E’ importante che spazi vuoti, lasciati così, vengano utilizzati, per non parlare degli sprechi, per esempio i riscaldamenti accesi… Sarebbe meglio poterle utilizzare diversamente dall’istruzione, e impiegarli anche per attività sportive, ludiche, non solo per i ragazzi, ma anche per esempio per gli anziani, che spesso si rivolgono a circoli ricreativi inadatti.

Nicoletti fa presente che i radioascoltatori continuano con entusiasmo a scrivere le loro idee di una scuola pomeridiana. E si rivolge a Nigi chiedendo perché non si fa? E’ forse perché c’è un pensiero “ostruzionista” verso le scuole, perché si continua a dire che il personale scolastico è una casta privilegiata, poiché può avere tre mesi di ferie e le scuole rimangono chiuse?
Nigi: No, questa è una “balla metropolitana”. Questi tre mesi di chiusura o di ferie dei docenti non esiste. La scuola lavora per 215 giorni l’anno e nessun lavoratore in Italia lavora più di 220 giorni. Infatti, ai 365 giorni, togliendo le domeniche, i sabati, le festività soppresse, un mese di ferie, si arriva a 220 giorni come tutti i lavoratori. Casomai, forse è scomodo, perché i docenti hanno le ferie obbligate proprio quando chiude la scuola mentre gli altri le prendono quando vogliono.
Detto questo, c’è da dire che il lavoro del docente è molto impegnativo e bisogna ritornare alla serietà degli studi insieme a tutte quelle attività che sono parte dell’insegnamento (preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, colloqui con gli insegnati, valutazioni, ecc.) e che gli insegnanti facciano vedere qual è la loro attività, e bisognerebbe premiare le eccellenze e non le mediocrità, come sta accadendo adesso.

Nicoletti comprende che queste sono tutte attività che avvengono la mattina, ma il pomeriggio cosa succede? Seguono altri interventi di come alcuni professori o dirigenti scolastici danno la possibilità di fare attività extra scolastiche il pomeriggio. Si evince dagli interventi che sono attività “una tantum” e che non tutti sono proprio d’accordo. Pone due domande: 1) riguardo alla copertura finanziaria, come è configurata? 2) c’è forse un’idea di “profanazione” della sacralità del luogo scolastico?
Nigi: Dunque, il progetto deve essere istituzionale perché alcune cose che sentito dire dai colleghi sono già previste, per esempio, le associazioni, le imprese possono chiedere l’utilizzo delle scuole per fare attività proprie. Questo esiste già. Ma è vero, non dev’essere un’una tantum, ma una cosa istituzionale, dove la scuola effettua le attività nell’apertura pomeridiana con la compartecipazione della Regione, per una formazione maggiore. Le Regioni dovrebbero contribuire, anche in questo caso, alla formazione che è una parte sempre più importante per la società; questo perché, comunque, nel pomeriggio, nella serata, tutte le famiglie portano i figli a fare sport, o altre attività, poiché lavorano e non sanno come poterli controllare e quindi potrebbe tornarne anche un risparmio sociale, una risoluzione al problema dei genitori nell’assistenza dei figli.

Nicoletti: c’è una posizione ostile da parte dei dirigenti scolastici?
Nigi: Non credo, c’è apertura in questo senso, ho diversi esempi in Italia. L’apertura pomeridiana delle scuole deve essere istituzionalizzata, con la partecipazione economica delle Regioni e con la partecipazione economica dei genitori, poiché non sarebbe gratuita ovviamente, dal momento che se portano i loro figli in altri posti pagano, ma, tenendo conto anche di coloro che hanno meno disponibilità finanziarie, si arriverà a stabilire un “prezzo politico” adeguato a seconda delle famiglie più o meno agiate.
E, inoltre, nel pomeriggio docenti e collaboratori non saranno quelli della mattina, ma altri; ci sarà quindi la possibilità di aumenti di posti di lavoro o comunque di un ricambio impiegatizio.

Nicoletti conclude dicendo: Speriamo che questa proposta abbia un’eco!