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Consiglio Nazionale 31 marzo/2 aprile - Mozione finale

Il Consiglio Nazionale assume come propria la posizione di totale autonomia e libertà di giudizio nel valutare le decisioni e le azioni concrete che il Governo metterà in campo, nella convinzione che la strategia politico-sindacale e l’identità culturale dello Snals-Confsal sia in grado di rappresentare il diffuso disagio e di raccogliere la volontà di riconquistare credibilità, autorevolezza e prestigio sociale di tutti i lavoratori impegnati nei settori dell’istruzione, dell'Università, dell'AFAM e della ricerca.


MOZIONE FINALE

Il Consiglio Nazionale dello SNALS-Confsal,

ascoltata

la relazione del Segretario Generale, Marco Paolo Nigi, centrata sulla situazione generale del Paese, sulle prioritarie questioni dei settori dell’istruzione, della formazione e della ricerca, sull’azione di protesta e proposta dello SNALS-Confsal

l’approva.

IlConsiglio Nazionale esprime la piena condivisione sull’individuazione:

·          dei principali nodi strutturali, rappresentati dal pesante debito pubblico,  dall’elevata pressione fiscale e dall’estesa evasione, elusione e corruzione, che incidono sul funzionamento del Paese e sulla vita dei cittadini, creando ingiustizia e disuguaglianza sociale;

·          delle priorità politiche e delle riforme di sistema necessarie a generare la ripresa economica che deve fondarsi sull’innovazione, sulla valorizzazione della cultura, sulla produzione di beni competitivi e sul consumo di qualità.

Il Consiglio Nazionale ritiene che, per creare le condizioni di sviluppo e prospettive occupazioni soprattutto per i giovani, occorra:

·          superare la logica della parzialità e della pura contingenza e adottare azioni organiche indirizzate al personale, agli studenti ed anche alle strutture formative, per metterle in sicurezza e adeguarle alle nuove esigenze didattiche;

·          innalzare la percentuale di PIL che l’Italia destina ai settori dell’istruzione, della formazione e della ricerca;

·          intervenire sui fondamentali del sistema: professionalità, reclutamento, aggiornamento, precariato e organizzazione del lavoro.

Il Consiglio Nazionale ritiene che le priorità della strategia politico-sindacale, sulle quali incalzare il Governo, siano:

·          l’immediato recupero degli scatti di anzianità per il personale docente ed ATA, attraverso l’emanazione dell’atto d’indirizzo al fine di sottoscrivere il più celermente possibile l’accordo all’ARAN;

·          la tempestiva soluzione delle numerose questioni che riguardano il personale della scuola, il rispetto degli impegni relativi al FUN dei dirigenti scolastici, il riconoscimento della quota 96; l’attivazione di tutte le procedure per l’accesso all’insegnamento; l‘emanazione di concorsi pubblici e l’istituzione di albi regionali dai quali reperire il totale dei docenti, terminata la fase della presenza delle GAE;

·          il superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto e istituzione dell’organico dell’autonomia, su base pluriennale, delle singole istituzioni scolastiche e di rete, con la progressiva riduzione del precariato, causa di ricadute negative sulla didattica, sull’organizzazione scolastica, sulla gestione amministrativa e sui conti pubblici;

·          il rinnovo dei Contratti Collettivi di Lavoro di tutto il pubblico impiego che valorizzi i dipendenti e renda effettivi i processi di modernizzazione nella gestione della cosa pubblica;

·          la tempestiva apertura del confronto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della scuola che porti l’aumento delle retribuzioni per tutto il personale e che ridefinisca sia la parte normativa sia quella economica in considerazione dei cambiamenti intervenuti e delle attuali condizioni lavorative rese più onerose dalle nuove e diversificate esigenze educative, anche nella prospettiva di un rinnovato rigore che la scuola deve intraprendere.

Il Consiglio Nazionale nell’esprimere il netto dissenso sulla volontà politica di accorciare i percorsi di studio con la riduzione di un anno dell’istruzione secondaria di secondo grado e sulle sperimentazioni  avviate, senza peraltro il parere del CNPI e un modello coerente di riferimento, considera non urgente allineare l’uscita a 18 anni dai percorsi di studio, peraltro non generalizzata nell’UE, ma prioritario garantire qualità al sistema. In tale ambito potrebbe essere approfondita l’ipotesi di un anticipo dell’età di accesso ai percorsi scolastici per tutti i bambini, con la generalizzazione della frequenza alla scuola dell’infanzia, rendendone obbligatorio l’ultimo anno per offrire maggiori opportunità formative ai giovani.

Il Consiglio Nazionale, raccogliendo i contributi emersi nel dibattito, esprime consenso sulle proposte volte a rendere la scuola italiana più seria e moderna, a riconoscere la professionalità del personale e a creare le condizioni per un reale esercizio dell’autonomia nella progettazione dell’offerta formativa, da realizzarsi anche attraverso una diversa articolazione dell’orario di apertura delle strutture scolastiche che prefigurerebbe:

·          un tempo curricolare improntato al merito e allo studio dei fondamenti del sapere e delle discipline, contribuendo in tal modo a restituire dignità e credibilità alla scuola e ai docenti, senza confusione di funzioni e ruoli;

·          un tempo aggiuntivo per attività sportive, artistiche e tecnico-manuali che può costituire una vera opportunità per gli studenti e un’occasione per i giovani di nuova occupazione nel campo dell’educazione;

·          un tempo da destinare ad attività di rinforzo e recupero degli apprendimenti e ad attività finalizzate a sostenere le inclinazioni culturali e le eccellenze, che potrebbero essere svolte dai docenti con libere prestazioni in regime di intramoenia.

Il Consiglio Nazionale, infine, assume come propria la posizione di totale autonomia e libertà di giudizio nel valutare le decisioni e le azioni concrete che il Governo metterà in campo, nella convinzione che la strategia politico-sindacale e l’identità culturale dello Snals-Confsal sia in grado di rappresentare il diffuso disagio e di raccogliere la volontà di riconquistare credibilità, autorevolezza e prestigio sociale di tutti i lavoratori impegnati nei settori dell’istruzione, dell’Università, dell’AFAM e della ricerca.